Testi di tutti gli interventi svolti nella Conferenza stampa della Carovana della cittadinanza a Rebbio il 30 marzo 2025 a cura di alliev3 della scuola Castellini, impegnati in uno stage al circolo Arci ecoinformazioni di Como. I testi NON RIVISTI DAGLI AUTOR3 sono stati ottenuti da trascrizioni automatiche e migliorate con intelligenza artificiale. I numeri alla fine dei titoli si riferiscono ai diversi video. Guarda i video
30 marzo 2025/ Conferenza stampa Carovana della cittadinanza/ Rebbio/Alessandra Ghirotti/ P3280004
Vado 8 e 9 giugno si vota per i referendum, cinque sì. I primi quattro referendum sono quelli sul lavoro, per un lavoro dignitoso, per un lavoro sicuro e per un lavoro che riconosca alle lavoratrici e ai lavoratori parità di condizioni. Il primo referendum è il referendum sull’articolo 18, per il diritto alla reintegra nei luoghi di lavoro in caso di licenziamento illegittimo. Oggi più di 1.300.000 lavoratrici e lavoratori non hanno applicato il diritto alla reintegra. Chiediamo che venga esteso anche agli assunti dopo il mese di marzo del 2015.
Il secondo referendum riguarda le lavoratrici e i lavoratori che lavorano nelle aziende con meno di 15 dipendenti. Chiediamo che anche in questo caso ci siano delle maggiori tutele. Oggi la tutela prevista è un numero massimo di sei mensilità di risarcimento in caso di licenziamento illegittimo. Vogliamo che questo referendum passi per permettere ai giudici di decidere qual è il risarcimento legittimo in caso di licenziamento.
Il terzo referendum riguarda la sicurezza sul lavoro. Vediamo che in caso di infortunio negli appalti e subappalti ci sia la responsabilità in solido del committente, ovvero che chi affida quell’appalto e quell’attività lavorativa abbia una responsabilità in caso di infortunio.
Il quarto referendum riguarda il lavoro precario. Vediamo che i contratti a termine siano regolamentati anche quando sono sotto l’anno di durata, quindi che ci sia sempre una causale, un motivo per cui un datore di lavoro decide di assumere a tempo determinato una lavoratrice o un lavoratore.
Quindi sono quattro sì per il lavoro e lascio la parola ai compagni e le compagne che ci sono qui oggi. Siamo a Reggio per il quinto referendum.
30 marzo 2025/ Conferenza stampa Carovana della cittadinanza/ Rebbio/ Celeste Grossi/ P3280005
Sono Celeste Grossi, sono dell’Arci Nazionale. Abbiamo acquistato questo camper per fare una carovana della cittadinanza. Ma naturalmente siamo per il sì anche per quelli sul lavoro di cui ci ha appena parlato Alessandra Birotti. Il referendum sulla cittadinanza parla a tutte e tutti noi, anche noi che la cittadinanza l’abbiamo. Perché sostanzialmente parla dell’Italia che vogliamo, parla del nostro futuro. Il nostro presente non ci piace, non ci piace perché ci sono alcune persone che sono nate in Italia che non hanno gli stessi diritti di cui la cittadinanza italiana ce l’ha. Non ci piace perché ci sono persone che non sono nate in Italia ma che comunque vivono, studiano, lavorano in Italia e che non hanno la cittadinanza. La cittadinanza non è soltanto una questione simbolica, la cittadinanza dà una serie di diritti, dà il diritto a poter fare una gita scolastica. Per chi invece non è cittadina e cittadino italiano, questo diritto è negato, assieme a tutti i diritti che tutte e tutti abbiamo e che sono la base della democrazia. E noi non vogliamo che queste persone si sentano estranee, straniere nel paese in cui sono nate e in cui vivono. E questo ci parla della società che vogliamo. E quindi non parla soltanto ai 2 milioni e 500.000 ragazze e ragazzi che, compiuti 18 anni, potranno accedere a un percorso che il referendum vuole soltanto portare a diminuire gli anni necessari da 10 a 5 continuativi. Non è il referendum che avremmo voluto noi. Noi siamo convinti che il diritto sia un diritto che non necessiti di nessuna prova, nemmeno delle prove linguistiche. Però è un passo avanti che per queste persone è un passo importante e serve a farle sentire insieme a noi. Nessuno si deve sentire straniero in casa propria.
30 marzo 2025/ Conferenza stampa Carovana della cittadinanza/ Rebbio/ Roberto Caspani/ P3280006
Roberto Caspani, il presidente del Coordinamento Comasco per la Pace. Perché il Coordinamento Comasco per la Pace? Perché tutti i pacifisti sono per dire sì al diritto di cittadinanza, per dire sì ai diritti. Perché? Perché la pace passa attraverso i diritti. Il diritto al lavoro, il diritto alla cittadinanza. Senza diritti non può esserci la pace da nessuna parte.
30 marzo 2025/ Conferenza stampa Carovana della cittadinanza/ Rebbio/ Luigi Nessi/ P3280007
Da sempre a fianco dei diritti delle persone che meno hanno e più avrebbero bisogno di avere. Perché Luigino sei qui con noi per sostenere i diritti della cittadinanza per i motivi che sono già stati detti da chi mi ha preceduto. Comunque io penso che, combinazione, quest’anno, nell’anniversario della Costituzione, mi sembra che questi cinque referendum realizzano tutto quello che la Costituzione dice. Quindi occorre votare sì l’8 e 9 giugno a tutti e cinque i referendum.
30 marzo 2025/ Conferenza stampa Carovana della cittadinanza/ Rebbio/ Don Giusto P3280008
Voglio un mondo in cui tutte le persone abbiano tanti diritti, il diritto di voto, soprattutto in ogni angolo della terra, indipendentemente dal tempo di permanenza: è un diritto naturale, diritto e dovere naturale per l’uomo e per la donna in qualsiasi angolo del mondo ci si trovi a vivere.
30 marzo 2025/ Conferenza stampa Carovana della cittadinanza/ Rebbio/ Mariateresa Lietti P3280009
Maria Teresa Lietti, animatrice della Scuola di Pace del Coordinamento Comasco per la Pace, vuole dire anche lei la sua su perché sì al referendum sulla cittadinanza, sì ai referendum sui diritti del lavoro. Allora, noi siamo adesso reduci dalla giornata di lavoro, di studio, di laboratorio. Io credo che questa scuola sia importante per riflettere su alcune tematiche relative alla pace e a quanto, invece, noi siamo inseriti in una modalità, in una mentalità di guerra dappertutto, quanto anche in luoghi dove magari si parla, si parla però in termini con linguaggi spesso violenti e spesso non adeguati. Per cui proprio su questo la scuola sta riflettendo, e credo che in questo abbia molto a che fare anche un discorso di rispetto del lavoro e di diritti sul lavoro, e abbia molto a che fare il discorso del diritto alla cittadinanza. Sono consapevolissima del fatto che questo diritto alla cittadinanza è una piccolissima cosa, è quasi una vergogna dover chiedere questo, però so anche che 5 anni invece di 10 possono fare la differenza per molte persone. L’altra cosa di cui io sono consapevole è che ci sono dei diritti che noi uomini e donne bianche occidentali in parte abbiamo e che non sono riconosciuti ad altri e ad altre. E io sono convinta che i diritti, se non sono di tutti, non sono dei diritti, ma sono solo dei privilegi.
30 marzo 2025/ Conferenza stampa Carovana della cittadinanza/ Rebbio/ Gilda D’Angelo/ P3280011
Gilla D’Angelo della Scuola per donne e mamme straniere di Como. Anche a lei chiediamo perché sì. Ma sì, io non posso che dire sì, perché quotidianamente incontro e lavoro con le donne migranti provenienti da ogni parte del mondo e quindi vivo sicuramente l’ansia, il desiderio di avere della possibilità appunto di esprimere un’opinione attraverso il voto. A volte passano anni e le donne si portano dietro questo desiderio, quest’ansia, non vedono l’ora di poter appunto acquisire la cittadinanza per loro e per i loro figli e invece poi il discorso sul lavoro. Ecco, anche lì, il rispetto di condizioni appunto umane e che non deumanizzino
30 marzo 2025/ Conferenza stampa Carovana della cittadinanza/ Rebbio/ Rahel Sereke P3280012
Rael Sereke, attivista per i diritti umani, impegnata a Como proprio oggi per una lezione della Scuola di Pace, vuole esprimerci i motivi di tipo politico, di tipo culturale, di tipo sociale e per il cambiamento verso un nuovo mondo possibile che fanno parte della sua storia e si verificano l’8 e 9 giugno con il referendum per la cittadinanza. Allora, innanzitutto andiamo a votare e andiamo a votare sicuramente sì. Eh, sicuramente sì per il referendum sulla cittadinanza che fa tornare l’Italia nel novero dei paesi europei rispetto alla possibilità di accedere a tutti i diritti fondamentali in tempi che siano tempi ragionevoli per chi decide di stabilizzarsi in Italia, di mettere su famiglia, restituendo anche la possibilità ai genitori di trasmettere i diritti ai figli. Quindi non aspettare il 18esimo anno per chiedere, tra i 18 e 19 anni, come la legge attuale impone, la cittadinanza, ma poterlo fare perché la chiedono i genitori e perché i genitori si stabilizzano, lavorano e vivono in Italia. Questa cosa ovviamente comporta un’importanza anche rispetto ai referendum sul lavoro, perché la condizione lavorativa diventa più stabile quando non si è più ricattabili. E essere cittadini significa anche questo: non essere più ricattabili e avere uguale dignità anche nel posto di lavoro come cittadini. Andiamo a votare per i diritti di tutto e di tutti.
30 marzo 2025/ Conferenza stampa Carovana della cittadinanza/ Rebbio/ Anna Morresi/ P3280015
Anna Morresi di Lega Ambiente e tutore dei minori stranieri non accompagnati vuole esprimerci il motivo dei suoi sì. Allora bisogna votare e bisogna votare sì. Bisogna votare sì perché il referendum sulla cittadinanza è un referendum che misura la civiltà della nostra società, perché estende a chi ne ha diritto, a chi ha pieno diritto di essere considerato italiano, la possibilità di avere effettivamente e in maniera un pochino facilitata rispetto ad adesso la cittadinanza italiana. I referendum sul lavoro sono lo stesso da votare con sì. Sottolineerei soprattutto l’importanza del referendum che riguarda la sicurezza sul lavoro, dando al committente la responsabilità anche sulla sicurezza alle ditte a cui appalta il lavoro. Fa sì che riduce l’impatto in maniera positiva e molto importante sulla sicurezza e allarga quindi le responsabilità, definisce una maggior responsabilità ai committenti che danno in appalto i lavori, perché sappiamo e vediamo che tutte le morti sul lavoro, praticamente tutte, sono legate a situazioni di appalti e subappalti.
[Testo ottenuto dagli stagisti della Castellini di Como a ecoinformazioni].

