Ma chi ha tolto dalle urne tanti necessari voti per i Referendum? I malfattori sono stati tanti, tra loro però i più eversivi non sono gli esponenti del governo e delle istituzioni colonizzate ormai da fascisti, post fascisti e afascisti, tutti anticostituzionali, ma di successo.
Nell’analisi dei crimini contro la partecipazione risulta evidente che il danno maggiore lo hanno fatto i media main stream e anche una pletora di piccolissime testate locali, stampa libera quanto un canarino in gabbia tenuto a cantare a comando. Certo la Rai e i canali Mediaset hanno sentito forte la voce del padrone e ubbidito al diktat della censura, ma la comunicazione, si sa, non la fanno solo i giornali, le radio, le televisioni. Fanno comunicazione anche i personaggi stimati o semplicemente noti e persino le persone stimabili e stimate. Purtroppo in questo caso sono state davvero poche le persone notevoli della cultura, dello spettacolo e dello sport che sono salite sul carro della democrazia, preferendo invece il ben più redditizio carro del governo che permetteva di accomodarsi anche semplicemnte tacendo. E poi diciamolo: ci ha rubato il referendum anche l’abitudine a pratiche di propaganda da sempre inefficaci e in questo caso surreali, come dibattiti ripetitivi nei quali le stesse cose, normalmente molto ben dette, sono state però ripetute mille volte sempre allo stesso pubblico, manifesti invisibili affissi con i rito ancestrale della colla, banchetti invece di distribuzione selvaggia dei volantini. Ma nonstante ciò abbiamo davvero vinto imponendo temi vitali e realizzando convergenze potentissime tra associazioni, sindacati partiti della sinistra che insieme sono la società civile. Una soddisfazione non di poco conto per chi come questo piccolo giornale la campagna elettorale l’ha fatta, sostenuta e narrata anche a futura memoria proprio per questi obiettivi. Ecoinformazioni, ne sono certo, non ha rubato neppure un voto. Anzi. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

