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Gaza inside/ Cine-teatro della Rosa/ Gennaro Giudetti

Giovedì 26 marzo, al cine-teatro della Rosa di Albavilla, l’operatore umanitario Gennaro Giudetti, che ha collaborato con diverse associazioni come Medici Senza Frontiere e con le Nazioni Unite, ha raccontato la sua esperienza dei mesi passati all’interno della Striscia di Gaza, riportando racconti contenuti anche nel suo nuovo libro «Con i miei occhi: quello che ho visto a Gaza»

«Due giorni dentro Gaza e sei totalmente pieno, a Gaza il limite è stato mostruosamente superato» inizia così il discorso di Giudetti, operatore umanitario che ha girato il mondo, principalmente in zone di guerra, ma anche in occasioni di pandemie come per l’ebola. Ma quello che racconta di Gaza è troppo, disumano. A primo impatto stenti a crederci, non vuoi farlo, non è possibile che determinate scene viste e raccontate siano vere. Poi realizzi, che tutto ciò accade realmente e quel che ne deriva è un totale disgusto verso questa situazione. Il racconto di Giudetti è qualcosa di viscerale, che congela il sangue e non solo per la sua capacità nel riportarlo, ma per le immagini che suscita. Gennaro dice appunto che quel che è successo e sta succedendo a Gaza è troppo, non sopportabile, nulla di umanamente possibile può esserne paragonato. Se in altre zone di guerra puoi sentire qualche bomba giornaliera, a Gaza le puoi contare minuto per minuto, ininterrottamente.

Gennaro racconta di un controllo totale da parte del governo Israeliano, per qualsiasi cosa, chi entra e chi esce, cosa entra e cosa esce, quali prodotti siano ammessi e quali no. A questo proposito, la retorica della guerra contro Hamas non può essere sostenuta, se tra i prodotti di cui blocchi l’ingresso comprendono latte in polvere per bambini e assorbenti per le donne; non può c’entrare il terrorismo, l’unico intento non può essere altro che quello di voler totalmente annientare una popolazione, attaccando tutti e tutto. A Gaza sono stati infranti pressoché tutti i crimini di guerra e umanitari, attaccando ospedali, distruggendo e bruciando medicinali, uccidendo giornalisti e operatori umanitari. Per Giudetti Gaza è un «laboratorio» in cui il governo e l’esercito Israeliano fa i suoi esperimenti di crimini e crudeltà verso la popolazione palestinese.

Come si può mantenere l’umanità in questi casi? Come si reagisce vedendo certe situazioni? Gennaro ci tiene a evidenziare il fatto che l’umanità e l’anima sono i pilastri di salvezza, che l’odio in questo caso sarebbe la morte dell’anima e che se riescono dei palestinesi a non odiare il loro nemico, allora non dovrebbe farlo nessuno, perché se a loro hanno tolto cibo, acqua, case e familiari, quel che non riescono a togliergli sono l’anima ed il pensiero, fondamentali per sopravvivere.

Se è difficile per un operatore umanitario riportare ciò che ha vissuto, pur non essendo il suo lavoro e per questo ha anche ricevuto l’espulsione dalla Striscia per i prossimo 99 anni, è difficile anche in un testo riportare il suo racconto, ma soprattutto le emozioni che ha suscitato. Un’unica cosa può definire l’intera serata, l’effetto che ha generato: il silenzio; per due ore, durata dell’intero intervento, un silenzio abissale ha dipinto l’intera sala, un silenzio che anche alla fine della serata non è stato sciolto, accompagnando ciascuno dei presenti alle comode case, pieni del peso delle parole ascoltate.

[Testo e foto di Matteo Gioia, ecoinformazioni]

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