La nuova spegiudicata frontiera delle repressione della libera espressione politica armati di regolamenti, di cui earavamo già a conoscenza da giorni ma il nostro giornale ha atteso che fossero i protagonist a rendere la pubblica la notizia, è davvero preoccupate. Che siano stati i vigili ad abusare del loro potere o che sia la norma effettivamente censoria poco importa: il fatto resta gravissimo. Anzi se si concludesse che è il regolamento a impedire il volantinaggio sarebbe la misura di un fallimento non aver saputo contrastare norme peggiori di quelle del condice Rocco fascista. A suo tempo l’Arci, Csf e alcune forze poliche denunciarono la pericolosità del Nuovo regolamento comunale. Purtroppo senza riuscire a stimola la necessaria risposta.
«Mercoledì 15 aprile tre Anticorpi Militari (gruppo comasco contro la militarizzazione) sono stati Identificati e multati dai Vigili Urbani mentre distribuivano volantini dall’ITIS Magistri Cumacini di Como.
La sanzione perché secondo i Vigili avrebbero violato l’art. 27 del codice di Polizia Urbana (che però fa riferimento alla sola distribuzione di materiale promozionale/pubblicitario ai fini commerciali).
Le procedure di identificazione e quella di emissione del verbale per la “contravvenzione” hanno richiesto ben due ore e l’intervento di due agenti della DIGOS.
Di seguito comunicato degli Anticorpi Militari:
“Mercoledì 15 aprile gli Anticorpi scendono in campo per il reclutamento dei più giovani.
Il campo di battaglia è l’istituto Itis Magistris Cumacini: armati di volantini e di un rapido questionario i nostri legionari si fanno valere, sconcertando e stimolando al ragionamento il fior all’occhiello del Bel Paese.
Gli Anticorpi non hanno nemmeno il tempo di gioir della Vittoria conseguita perché giungono sul posto i vigili urbani.
Lo scontro a voce che ne segue è garbato, ma il corpo d’ordine cittadino decide di fare valere il proprio repressivo fastidio sfoderando il regolamento di polizia urbana.
Gli anticorpi tornano alla base con una sanzione amministrativa che contesta la violazione dell’articolo 27 che, incredibilmente, norma il volantinaggio a scopo commerciale.
Ora, vero è che per alcuni (troppi) la guerra è certamente business. Non per noi.
Il volantinaggio è parte necessaria e irrinunciabile allo svolgimento della libertà politica e il comportamento deprecabile delle autorità viola l’art. 21 della Costituzione.
Che siano stati i vigili ad abusare del loro potere o che sia la norma effettivamente censoria poco importa: il fatto resta gravissimo.
Il Nostro Tribunale Marziale si accerterà dei fatti e le controffensive non tarderanno ad arrivare.”» [Anticorpi militari]
[Foto di copeetina Gin Angri, 25 gennaio 2026]

