Oltre duecento persone hanno partecipato a Como, la sera del 30 ottobre, in concomitanza con lo sciopero generale dei sindacati di base, al presidio in largo Miglio al quale hanno aderito diverse reti e organizzazioni. Al termine del presidio si è svolta la fiaccolata a “difesa delle vetrine”, organizzata da Anticorpi militari che non accettando il percorso esterno voluto dalla Questura hanno lambito il blocco verso il centro senza tentare di violarlo. Presto on line i video di Leonardo Lai, ecoinformazioni, di alcuni interventi. Il reportage e l’articolo di Massimo Borri, ecoinformazioni.
Una risata li seppellirà
In questo giorno di proteste pacifiche anche Como batte un colpo. Su iniziativa del Bds e di una rete di associazioni, si è svolto dalle 17 alle 20 , un presidio che ha visto la partecipazione di circa 200 persone , con un buon numero di giovani , cosa non scontata per le iniziative di piazza comasche. Si sono susseguiti gli interventi di var3 esponent3 delle associazioni, partiti e semplici cittadin3 , che hanno sottolineato , più o meno in maniera univoca, i motivi per i quali è stata convocata la piazza, ingiustizia sociale, caro carburanti, uno stato sempre più repressivo contro il dissenso, la mai dimenticata tragedia del Popolo Palestinese.
30 ottobre 2026, nelle piazze e nelle strade di una cinquantina di città italiane, scendono centinaia di migliaia di persone in occasione dello sciopero generale indetto dal sindacato di base USB contro la situazione economica e sociale, contro l’economia di guerra, nel giorno dello sciopero europeo dei porti per protestare contro il traffico di morte.
Ci doveva essere anche una fiaccolata “in difesa delle vetrine “attraverso le vie del centro cittadino organizzata dagli Anticorpi Militari , noto gruppo di attivisti e attori che fanno della provocazione satirica la loro cifra distintiva , purtroppo per il percorso che avevano previsto non è stato autorizzato dalle autorità che lo hanno destinato lungo le mura da Porta Torre fino alla piazza del Comune , svuotandola, così, di significato.
A questo punto il colpo di teatro, i e le manifestant3 si sono spostat3 fino al limite di Largo Miglio, verso il centro cittadino, fino all’ultimo centimetro concesso, praticamente sulla punta dei piedi del cordone delle forze dell’ordine.
Dopo una decina di minuti di stallo, stallo accompagnato da slogan, cori e balli e anche dalla sottolineatura del portavoce degli Anticorpi di come la Como opulenta respinga chi non ha il portafogli per fare shopping nei lussuosi negozi del centro, la piazza si è spostata fino a davanti Porta Torre per poi tornare ancora dalla parte opposta, facendo “ impazzire” Polizia e Carabinieri e questo per più volte. Tutto si è trasformato in una festa, le facce sorridenti, i cori e i balli, una sorta di rivoluzione sorridente culminata con una fotografia di gruppo di fronte ai mezzi dei Carabinieri che chiudevano la piazza. Alla fine anche qualche rappresentante delle Forze dell’ordine, sorrideva. Non serve spaccare, è molto più dirompente una risata o essere insieme al di la delle innegabili differenze, cercando ciò che unisce e non ci che divide.
In questi tempi bui, dove antichi fantasmi tornano realtà, dove siamo tutt3 spint3 verso la paura, una sana risata e una giusta dose di tenerezza, sono le armi che nessuno si aspetta. Restiamo uman3 (grazie Vik). [Massimo Borri, ecoinformazioni]
Reportage di Massimo Borri, ecoinformazioni
[Foto di copertina Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

