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Ciao Emanuele

La scomparsa di Emanuele Cantaluppi, presidente delle Acli comasche, è un dolore e una grave perdita anche per l’Arci. Ciò non solo per l’amicizia e l’unità di intenti su tante questioni che vedono insieme le nostre associazioni, ma per il tratto di Emanuele, persona capace di far prevalere gli ideali su tutto. Essenziale, per ricordare solo gli ultimi atti della sua presidenza, l’impegno per la costituzione con l’Anpi e tantissime altre organizzazioni di una rete non solo antifascista ma impegnata per un nuovo mondo possibile.

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Libri/ Le streghe bruciano al rogo

Dopo il primo romanzo giallo L’ordine imperfetto del 2018, Maria Letizia  Grossi torna in libreria con Le streghe bruciano al rogo e le intriganti indagini della commissaria Valeria Bardi e del suo vice, l’ispettore Manuele Belgrandi.

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Ca’ d’Industria/ Un corteo per la città

È sfilato per tutta la mattinata di sabato 25 settembre il corteo delle lavoratrici e dei lavoratori della Ca’ d’Industria, istituto (ora Fondazione) ben noto in città per il lavoro di cura e assistenza per le persone anziane e fragili.

Al centro della mobilitazione i problemi del contratto di lavoro, ben riassunti nel volantino di convocazione della manifestazione.

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L’inizio dell’autunno dell’ambiente milanese

Oltre 3000 persone, quasi tutti/ e studenti, hanno attraversato Milano per lo sciopero globale per il clima indetto da Fridays for future. La manifestazione si è svolta nella mattinata venerdì 24 settembre e ha visto i partecipanti sfilare in corteo da largo Cairoli fino alla Biblioteca degli alberi in piazza Gae aulenti.

L’iniziativa era particolarmente sentita perché si è tenuta ad una settimana esatta dal primo dei due cortei che animeranno il capoluogo lombardo l’1 ed il 2 ottobre, in corrispondenza con le giornate conclusive del meeting internazionale pre-Cop (la conferenza delle nazioni unite sul cambiamento climatico).
Come sempre negli scioperi indetti da Fff, la componente studentesca è stata predominante, ma il vero triste protagonista era ovviamente il pianeta Terra. La crisi ambientale è sulla soglia dell’irreparabile e le speranze di salvare la situazione sono appese ad un filo: opportunità però concretissima e che consiste in un immediato calo del consumo energetico e in una conversione ecologica reale e fatta nell’interesse del pianeta e della popolazione.

La Cop26 che si terrà in Scozia a Novembre sarà forse l’ultima occasione in cui le superpotenze mondiali potranno svincolarsi dalla logiche del profitto e dalla sudditanza agli interessi economici per dare una svolta al futuro del globo.
I segnali però non sono incoraggianti, a partire dall’Italia stessa: tra Tav, Pedemontana e Transadriaticpipeline non sembra che l’ecosistema sia in cima all’agenda politica nazionale. Inoltre, non ci sono segnali significativi di una qualche volontà di abbandonare i combustibili fossili in favore di risorse alternative.

I problemi ambientali sono però solo un nodo di una rete sistemica che si radica nel perdurare delle disuguaglianze, nella fame insaziabile di denaro che caratterizza il capitalismo e nel disinteresse della politica verso la creazione di un mondo sostenibile non solo sul piano ecologico ma anche su quello sociale ed economico.
Per rendere pienamente evidente questo aspetto, il corteo ha fatto tappa di fronte all’agenzia delle entrate. Sotto il ministero di Cingolani, le bollette sono aumentate del 40%. Questo non è solo uno smacco al pianeta Terra, dato che si pagano le estrazioni di gas e combustibili fossili inquinanti; è anche un grave danno alle tasche dei cittadini meno abbienti e in generale ad una popolazione che è in uscita da una crisi pandemica che ha fatto coda a quella economica. Inoltre, è anche dimostrazione della totale sudditanza rispetto a paesi che, se non fornissero all’Occidente le risorse di cui necessita per mantenere il proprio insostenibile stile di vita, non si esiterebbe ad accusare di violazione dei diritti umani.

Per esprimere tutto il proprio dissenso verso questa dinamica, dei manifestanti vestiti da operai sfruttati ed oppressi dal padrone hanno simbolicamente aperto un viadotto (un tubo pieno di combustibile) da cui si è sollevata una nube di fumo che solo la chiusura dello stesso ha interrotto. È stato poi srotolato uno striscione inneggiante al fatto che è chi inquina che deve pagare, non i comuni cittadini.
Il messaggio è chiaro: posto che bisognerebbe ragionare tempestivamente su modi di produzione energetica alternativi, chi decide di distruggere il pianeta non può pensare di trarne anche profitto a danno della popolazione.

Terminato il corteo, la focalizzazione sul tema climatico a Milano resterà massima, soprattutto per la componente studentesca. Anche i giovani, infatti, sono coinvolti nel cambiamento: oltre alla Cop26 a Glasgow, nell’autunno meneghino si terrà anche la YouthCop, la versione “giovane” della conferenza internazionale sul clima. Ragazzi e ragazze, il cui futuro è attualmente a serio rischio, sono dunque chiamati a prendere parola personalmente riguardo la crisi climatica e le sue soluzioni. Studenti e studentesse non possono restare esclusi in un momento così importante, né hanno intenzione di esserlo: da qui nasce la mobilitazione che interesserà Milano tra il 28 settembre ed il 2 ottobre.
Ci saranno infatti l’Eco social forum dal 28 al 30 settembre e due manifestazioni: l’1, con studenti e studentesse da tutta Italia e rappresentanti della lotta climatica tra cui Greta Thunberg, e il 2 ottobre, dove saranno le associazioni a dover dire la propria. Giochi di parole a parte, il clima a Milano si prospetta estremamente caldo. [Pietro Caresana, ecoinformazioni] [Guarda qui tutte le foto dell’iniziativa]

dal 29 settembre/ 1991-2021: Carovana per la pace

Si terrà a Milano presso via S. Barnaba 48 la mostra fotografica sulla Carovana per la pace che trent’anni fa arrivò a Sarajevo per chiedere la fine del tragico conflitto balcanico. Dal 29 settembre al 3 ottobre la mostra sarà aperta, mentre nei primi giorni si svolgeranno incontri e presentazioni con i protagonisti di quell’episodio di pacifismo internazionale.

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Più società meno carcere

Fatti come quelli del mese scorso, quelli del carcere di Santa Maria Capua Vetere, torture intollerabili ai detenuti, o come quelli del Bassone, dove sono state aggrediti operatori della Polizia penitenziaria, hanno riportato agli occhi dell’opinione pubblica la questione carceraria, tante volte dimenticata.

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Comunità energetiche e transizione ecologica

Il 19 settembre, nel secondo giorno della Fiera L’isola che c’è 2021 a Villa Guardia, si è tenuto l’incontro Le Comunità Energetiche – Opportunità di transizione ecologica alla portata di tutti. Con Federico Foltran e Michele Metzger (Equa S.r.l.), Francesco Tampellini (Associazione CO-Energia), Sara Capuzzo (ènostra), Angelo Dubini (Associazione L’isola che c’è). Un’occasione per discutere concretamente del futuro delle nostre comunità e del pianeta.

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Servizi finanziari e assicurativi etici

Il primo dei dibattiti organizzati alla Fiera delle economie solidali il 18 settembre nel Parco comunale di Villa Guardia è stato dedicato ai servizi finanziari e assicurativi dedicati principalmente agli enti del terzo settore. All’incontro sono intervenuti Gabriele Frangi (Compagnia Assimoco e progetto Eticapro), Alberto Andreola (Banca Etica), Duccio Facchini (Altreconomia), Alessio Moccia (Consulente di Banca Etica di Varese e Como) e non solo.

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