Martedì 6 la Giunta regionale ha approvato gli adeguamenti tariffari del trasporto pubblico locale, così come aveva vagheggiato, «l’aumento sarà dunque pari al 9,09% (restando entro la soglia del 20% secondo quanto stabilito nella delibera)» precisa la Regione addossando la colpa ai «tagli delle risorse al trasporto pubblico locale determinati dalla precedente manovra finanziaria, quantificate per la Lombardia in 82 milioni di euro». Soldi che, almeno in parte, la Giunta sperava di ottenere dal Governo grazie alle sue entrature, ma che non sono arrivati.
L’assessore ai trasporti Raffaele Cattaneo continua quindi a parlare di «cura necessaria per tenere in equilibrio il sistema».
Il Partito democratico lombardo denuncia un aumento del costo dei trasporti del 23 per cento nel corso del 201, la prima tranche è stata quella del 12 per cento a febbraio, e preannuncia una campagna intitolata «No agli aumenti!», con volantinaggi in tutte le stazioni ferroviarie lombarde, oltre all’apertura di una pagina web sul sito www.blogdem.it, su cui martedì 19 luglio alle 13.30 verrà fatta una diretta sull’argomento.
La Regione cerca di mitigare il provvedimento rilanciando la promozione Io viaggio, per la cui gestione economica deve però ancora essere fatto un accordo con le aziende dei trasporti, e magnificando una nuova riforma del sistema dei trasporti.
Un deliberato che magnificando le proposte fatte, promette nuove sinergie e interventi proprio mentre si va a tagliare e si chiede un contributo ulteriore agli utenti (il nuovo sistema spiegato dalla Regione).
Nel mentre, a Como, i sindacati sono in fibrillazione Filt-Fit-Uilt Trasporti «ritengono infatti che con la firma degli accordi aziendali di produttività 2009 si sia generato un significativo beneficio al bilancio aziendale; inoltre la successiva operazione di razionalizzazione dello scorso febbraio d’intesa con l’Amministrazione Provinciale ed il Comune di Como abbia già operato la possibile riorganizzazione delle linee del Trasporto Pubblico Locale comasco».
Per questo viene respinta, visti anche i recenti aumenti del costo dei biglietti, «l’ipotesi di ulteriori interventi che andrebbero a peggiorare la qualità del trasporto pubblico locale della nostra provincia e finirebbero con il gravare sulle tasche dei cittadini più deboli che utilizzano i mezzi pubblici (studenti, pensionati, lavoratori) o in alternativa metterebbero a rischio posti di lavoro del personale attualmente impiegato».
(tabelle elaborate da Pd Lombardia)
