
A distanza di un anno, il contesto politico italiano è mutato ma noi continuiamo a pensare e a dire con tutta la nostra voce che l’Italia non è un paese per donne (pensiamo, per fare un esempio, alla recente sentenza della Cassazione che abolendo la custodia cautelare per lo stupro di gruppo di fatto lo equipara allo stupro del singolo). Noi vogliamo che lo sia.
Lungi da ogni celebrazione del 13 febbraio 2011, vogliamo dar vita a una serie di iniziative nazionali (l’incontro “Vite, lavoro, non-lavoro delle donne” che si terrà il 3 e 4 marzo a Bologna, regionali (l’incontro di Milano sul tema “Rappresentanza, Democrazia paritaria e partecipata” del 16 febbraio), e locali.
Anche a Como noi donne che continuiamo a volere, sognare, sperare in un cambiamento siamo in tante. Alcune di noi che lo scorso anno abbiamo promosso la manifestazione cittadina e la partecipazione alla manifestazione milanese abbiamo continuato a incontrarci per scambiarci idee ed esperienze e abbiamo deciso di dar vita a un’iniziativa comune per il prossimo 8 marzo. In occasione della giornata internazionale delle donne organizzeremo un momento pubblico per discutere delle proposte delle donne sulla città.
Perché quello delle donne, come sostiene la scrittrice statunitense Robin Morgan, non è «una minoranza oppressa che si organizza su questioni valide ma pur sempre minori. Si tratta della metà del genere umano che afferma che ogni problema la riguarda, e chiede di prendere parola su tutto». [Le donne che a Como hanno animato la manifestazione del 13 febbraio 2011 “Se non ora quando”].
