«Il problema si trascina da tempo e non è mai stato fatto nulla da parte dei dirigenti preposti – spiega Enrico Lurati – il 16 febbraio dello scorso anno, alla riunione annuale convocata dal responsabile del servizio di Prevenzione e protezione, il delegato Romano Fasciani aveva elencato le diverse criticità e sottolinea che alcune di esse erano già da tempo oggetto di segnalazione da parte del sindacato. C’era la necessità di ridisegnare l’assetto dei locali e la risistemazione degli spazi – conclude Lurati – ma fino ad oggi non è stato fatto nulla. Il documento pone l’attenzione sulla prevenzione, temi che non hanno incontrato l’attenzione dei dirigenti, sempre assenti alle riunioni previste per la legge 626. Si tratta di opere anche di modesta entità e non si comprende il motivo per cui sono state trascurate da tanto tempo, anche nelle problematiche più semplici (mancate forniture, accessori e tinteggiature). Si chiede pertanto una rapida risoluzione ». Il documento mette in evidenza altre manchevolezze minori, come l’ingresso al piano terra in prossimità dell’anagrafe, non regolamentare in materia di sicurezza secondo D.lvo 81/ 2008 ; vi sono anche manchevolezze minori nella manutenzione ordinaria, come la vetrata rotta della porta del bagno maschile, a rischio caduta, e altre non dotate dei cristalli del tipo antinfortunistico. «Per questi e altri motivi – si legge nella lettera – è stato deciso di scrivere ai dirigenti, in modo da porre la loro attenzione sulla questione della sicurezza » .
«È un problema di disservizio e sicurezza – spiega Matteo Mandressi, segretario provinciale Fp Cgil – che coinvolge anche i cittadini. L’analisi è stata seria e ha mostrato alcune criticità generali. La lettera verrà inoltrata ai dirigenti e ai soggetti responsabili. Se la questione non verrà risolta in tempi brevi, il sindacato andrà oltre la semplice protesta ». [Andrea Quadroni – ecoinformazioni].
