Dario Sala, nato a Como nel 1912 e scomparso nel 2005, è una singolare figura di creatore a tutto campo: disegnatore, pittore, scultore, poeta, musicista e anche antiquario di professione. Di più, è stato anche l’inventore del Das, un particolare tipo di creta modellabile e in grado di indurirsi senza bisogno di cottura. Per questa sua caratteristica il Das è, dal momento della sua commercializzazione alla metà degli anni Cinquanta, molto utilizzato nell’attività didattica e nell’educazione artistica. Il successo di questo ritrovato ha dato al suo autore una fama abbastanza ampia, anche se un po’ tardiva; in compenso ha di molto ridotto il riconoscimento delle sue altre attività, cui forse lui attribuiva maggiore importanza, in nome di una curiosità multiforme e di un atteggiamento positivo verso la vita da “prendere con allegria”: “gli ostacoli se potete saltateli, altrimenti aggirateli”.
I testi letti sono una libera interpretazione e una rielaborazione di poesie e di aforismi di Dario Sala tratti dai libri Fra cielo e terra Graficop 1995;Cuore e semplicità New Press 2002. Abbiamo cercato di attraversare con leggerezza le parole scritte della sua vita: “Datemi una piuma d’ala d’angelo per fare il solletico ai perché della vita”, come antidoto al buio della notte; notte metafora di dolore, di pesantezza, di guerra, di tutti ciò che impedisce al pittore di essere colore, al musicista di essere melòs e al poeta di essere puro verso.
Il video The Hand, di Andrea Rosso, con la collaborazione di Gin Angri, Vito Puleggi e Silvia Villa, è un’esplorazione della “soluzione cinque” (cinque dita), un progetto che ci accomuna alle stelle di mare e alle foglie degli aceri e che ha dimostrato di funzionare benissimo per impastare la sabbia, la farina, la creta (e naturalmente il Das) per far nascere qualcosa che non c’era prima. Tutto quello che vogliamo è lasciare un’impronta da qualche parte.
