«Per questo libro abbiamo scelto il titolo L’incanto senza fine – ha detto Roncoroni – perché questo è ciò che si prova di fronte ad un’opera d’arte, che sia essa di carattere artistico, musicale, poeticao o narrativa. Un incanto che secondo Roncoroni si sente quando si sta di fronte ad un’opera d’arte, perché «come si fa, per esempio, a non incantarsi ascoltando un sonetto di Petrarca?». Sorridendo recita quindi ai presenti proprio un sonetto petrarchesco, Io son sí stanco sotto ‘l fascio antico per trasmettere a tutti l’incanto di cui ha parlato. Roncoroni ha fatto notare come anche l’immagine di copertina richiamasse questo incanto e questa passione per la lettura raffigurando tanti piccoli libri che volano, aperti, pronti per essere letti. «L’idea di realizzare un libro proprio sui libri è nata per festeggiare i cinquant’anni della libreria Mentana. Abbiamo raccolto aforismi dove si parla di libri e accompagnato questi aforismi con particolari di dipinti dove essi vengono raffigurati».
Alcuni aforismi e alcune immagini scelte sono state proiettate nella sala e commentate da Roncoroni, che ha saputo coinvolgere i presenti accompagnandoli lungo un percorso che ha preso il via dal quadro della Madonna in Rosso, in cui Gesù tra le braccia di Maria sfogliava curioso e con piacere le pagine di un libro, ed è continuato attraverso i secoli, fino ad arrivare al confronto del libro cartaceo con il nuovo e-book elettronico.
«Il libro è un oggetto che percorre tutta l’arte della cultura occidentale – ha fatto notare Roncoroni – Veniva raffigurato in mano ai Santi, nelle loro biblioteche, sulle loro scrivanie nel periodo alto medievale. Poi con il periodo dei comunale e delle signorie diventa il vero simbolo di una persona acculturata e intelligente che nel libro trova quello che ha bisogno e che ha sempre a disposizione».
Dalle immagini i presenti hanno visto il libro passare da oggetto simbolo di erudizione e saggezza nelle immagini sacre, di intelligenza tra le mani di una donne colte e raffinate, fino a essere usato anche come semplice passatempo mentre si attende, per esempio, nella hall di un albergo. Un oggetto di cui alcuni aforismi contemporanei avvertono che è meglio non prestare, ironizzando sul fatto che un libro prestato raramente viene restituito e finisce per lasciare un buco nella propria collezione. [ Matilde Aliffi, ecoinformazioni]. [Fotografia di Fabio Cani]
