La presentazione inizia con la canzone dei Gang “Bandito senza tempo” e probabilmente queste strofe sono il preludio per far rivivere, riscoprendole nel tempo, figure leggendarie come il Ment, il Bruno, la Gianna, il Brenta abitanti di luoghi nel cui codice genetico era scritto il principio comune dell’omertà, intesa non come disvalore perché mai suddita della paura e del potere, legale o illegale; omertà come solidarietà di popolo dove i concetti di legalità e giustizia spesso non coincidono.
Emergono ricordi, ma soprattutto radici, memoria di una storia mai raccontata, senza rimpianti o nostalgia; piuttosto con la consapevolezza dell’attuale spaesamento e mancanza di comunità, dove l’io ha prevalso sul noi, un “non più” che lascia spazio ad un “non ancora”. [Manuela Serrentino, ecoinformazioni]. [Foto Fabio Cani]
