«Con tale manovra di fatto si mette in seria discussione il finanziamento dei progetti speciali colpendo di fatto la busta paga – scrivono i sindacati dopo l’assemblea – da tempo chiediamo un rilancio dell’istituto con un adeguato piano di riorganizzazione. Ricordiamo quanto è già avvenuto con altre manovre: il blocco dei contratti nazionali fino al 2017, tagli lineari del personale delle piante organiche, riduzione del fondo incentivante che ha prodotto un taglio drastico del salario accessorio e la riduzione dei buoni pasto. In sintesi: mentre aumentano le tasse (iva, reintroduzione imu, tares) i salari dei pubblici dipendenti perdono il loro potere d’acquisto. Il presidio è solo una delle tante iniziative che vogliamo intraprendere. Nelle prossime settimane organizzeremo volantinaggi, incontri con gli esponenti politici locali, assemblee e altre forme più incisive di protesta» [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]
