«Da questo governo non ci sono segnali di inversione di tendenza rispetto alle politiche economiche e in particolare della scuola, segnate, negli ultimi decenni, da enormi tagli che hanno impoverito la scuola portandola ad una situazione di degrado dalla quale non sarà facile risollevarsi.La crisi economica ancora una volta sarà fatta pagare ai lavoratori, ai disoccupati, ai precari e ai pensionati che si vedranno ridotti ancora di più i servizi pubblici, l’accesso ai beni comuni e la democrazia. La Legge di (In)stabilità in arrivo infierirà sempre in tale direzione, e accentuerà la crisi, come tutte le politiche recessive degli ultimi sei anni in Europa. .Non ci sono alternative alla lotta di tutto il mondo del lavoro dipendente pubblico e privato. Non ci sono alternative allo sciopero generale. Il 18 ottobre in piazza a Milano alle 9.30 in piazza Cairoli.
Come docenti ed Ata, protestiamo contro la scuola-miseria, la riduzione degli investimenti, il taglio di 150 mila posti di lavoro, il blocco dei contratti, dei salari e degli scatti di anzianità che dura oramai da quattro anni – e che la prossima Finanziaria vuole mantenere bloccati almeno per altri due – con docenti ed Ata che hanno perso il 30% delle retribuzioni». [Salvatore Anzaldi, Cub Como]
