Scuola

Sulle scuole a Como: un documento delle famiglie dell’Istituto di via Fiume

A seguito delle vicende che hanno colpito le scuole comasche, in particolare la scuola “Corridoni” di cui dal Comune di Como è stata perentoriamente decisa la chiusura e la scuola “Venini” di via Fiume di cui viceversa è stata decisa l'”occupazione”, peraltro sospesa dal Consiglio di Stato fino al 15 settembre, 65 famiglie di quest’ultimo istituto hanno elaborato un breve, importante documento che è stato presentato alla riunione del Consiglio d’Istituto nella serata di venerdì 4 settembre.

Finzio Pd/ Corridoni: Comune responsabile di uno scempio

“La gestione del trasferimento della scuola Corridoni da parte del sindaco e dell’assessora/vicesindaca Roperto è lo specchio fedele di un’Amministrazione incapace di programmare, incompetente e pericolosamente superficiale.

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Sindacati/ Non chiudere la Corridoni

A seguito delle notizie emerse in questi giorni e della posizione assunta dall’Ufficio scolastico regionale, Cgil Como, Cisl dei Laghi e Uil del Lario, insieme a Flc Cgil, Cisl Scuola dei Laghi e Uil Scuola Como, hanno chiesto un incontro urgente al Comune per affrontare la situazione della scuola primaria Corridoni.

Le osservazioni relative alla sicurezza, all’idoneità e alla funzionalità dei locali di via Fiume non possono essere sottovalutate. È necessario comprendere come sarà concretamente organizzato l’avvio dell’anno scolastico, dove saranno collocate le classi e quali interventi siano stati programmati per risolvere i problemi riscontrati.

A pochi giorni dalla ripresa delle attività permane un’incertezza che coinvolge alunni, famiglie e personale. Occorre chiarire rapidamente dove e in quali condizioni si svolgeranno le lezioni, garantendo sicurezza, continuità didattica e qualità dell’offerta formativa.

Come organizzazioni sindacali siamo stati fin dall’inizio contrari alla chiusura e allo smembramento della Corridoni. Abbiamo più volte chiesto di ripensare questa scelta e di aprire un dialogo con la comunità scolastica e le parti sociali, senza che finora sia stata assicurata un’adeguata disponibilità al confronto e all’ascolto. La scuola rappresenta un presidio fondamentale per il territorio. Una decisione così rilevante non può essere assunta senza coinvolgere le famiglie, il personale, le organizzazioni sindacali e le istituzioni interessate. Quanto sta accadendo conferma le preoccupazioni espresse nei mesi scorsi, sia sul metodo seguito sia sulle conseguenze della scelta compiuta.

Ci auguriamo che questa volta il Comune non si sottragga nuovamente al confronto, come avvenuto in passato. Servono risposte chiare e soluzioni concretamente praticabili, capaci di tutelare prima di tutto gli alunni e chi lavora nella scuola.

Chiediamo quindi che venga convocato in tempi brevi un incontro con tutti i soggetti coinvolti, per fare chiarezza sul percorso previsto e individuare soluzioni condivise e sostenibili, in grado di garantire il regolare avvio delle lezioni, il diritto allo studio e la sicurezza. [S. Estelli Cgil Como, D. Magon Cisl dei Laghi, D. Esposito  Uil Lario, R. Capone  Flc Cgil, F. Falsetti CislScuola dei Laghi, G. Salvo Uil Scuola Como] 

                                         

Scuola Corridoni/ In Consiglio di stato contro la chiusura

«I genitori ricorrenti della Scuola Primaria “Corridoni” di Como annunciano la decisione di proporre appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar della Lombardia, chiedendo che venga riesaminata la vicenda della scuola e sospesa l’efficacia della delibera del Consiglio comunale che ne dispone la chiusura.

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Le scuole servono?

Ci sono scuole che subiscono e in qualche modo condividono la furie devastatrici di amministratori comunali impegnate in progetti che pensano più al sostegno del super-ricco di turno che allo sviluppo reale della città e al rispetto della Costituzione. Altre lottano. Riportiamo nel seguito una riflessione del presidente del Consiglio d’Istituto di Como Borgovico Simone Molteni, in attesa della sentenza Tar Corridoni.

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Paolo Crepet: «Se i bambini corrono sull’erba sintetica, cresceranno con un cervello sintetico»

«A marzo, quando venne approvata la delibera sulla plastificazione dei giardini scolastici, uscimmo con una forte denuncia e una richiesta di sospendere  l’intervento. Denuncia che riporto qui sotto. Preannunciammo tutti gli effetti negativi che si sarebbero prodotti. Oggi la realtà comincia purtroppo a darci ragione. Al nostro appello allora rispose anche Paolo Crepet con una battuta che riportiamo nel titolo.

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Scuole che resistono, nonostante tutto

L’attuale situazione della scuola in Italia desta grande inquietudine e sconforto in chi ha creduto e lottato per una scuola pubblica di qualità, realmente inclusiva, attenta ai bisogni dei singoli individui e finalizzata a permettere lo sviluppo delle diverse abilità di ognuno, del pensiero critico, della capacità di lavorare insieme per il bene comune.
La scuola che ci stanno imponendo è interessata solo al mondo del lavoro, non nel senso che ne tiene conto e accompagna le persone nella ricerca di uno sbocco lavorativo, ma nel senso che non annette nessuna importanza alla formazione delle persone e alla loro realizzazione: ciò che conta è solo formare lavoratori il più possibile acritici.

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No alla chiusura della scuola/ Fino Mornasco/ Presidio

Questa mattina sabato 16 maggio si è tenuto il presidio presso la scuola primaria di Socco, nel comune di Fino Mornasco, per chiedere all’amministrazione comunale l’annullamento dell’assurda decisione di chiusura dell’istituto.

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Sinistra italiana/ Avs/ Violenza a scuola/ La repressione non serve

Sinistra Italiana Lombardia. Solidarietà all’insegnante ferita e alla comunità scolastica di Trescore. Ma la repressione non serve. La sicurezza si costruisce con la prevenzione. Serve un presidio psicologico fisso e strutturale nelle scuole.

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Un libro chiamato casa/ Case e città raccontate alla Corridoni

Si è svolto il 7 marzo dalle 15,30 a Como, presso la scuola Corridoni (una di quelle a rischio chiusura, sotto attacco dalla giunta Rapinese), l’iniziativa Un libro chiamato casa proposta da Fondazione Scalabrini nell’ambito del progetto Stand Up, con l’inaugurazione della mostra fotografica I tetti, i progetti, la città di Gin Angri in collaborazione con FuoriFuoco Como.

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