Abbiamo deciso di ancorarci alle stagioni, tutte e quattro, nonostante la scomparsa delle mezze. Con questo numero d’inverno avviamo la nuova serie trimestrale su carta di ecoinformazioni, integrata con il settimanale web, con gli speciali (“infra stagionali”) su carta e con gli altri strumenti della nostra impresa editoriale: blog, radio, video.
Siamo contenti di registrare una entusiasmante crescita della nostra comunità di lettori e redattori, e abbiamo ricevuto, durante la Campagna Partecipa, molti incoraggiamenti sinceri a proseguire in un’impresa che sembrava improbabile, nel panorama assai poco accogliente dell’informazione comasca. E lo faremo nel nostro solito modo: aumentando il volume senza alzare la voce.
In questa nostra prima edizione trimestrale parliamo del futuro della città di Como, della necessità di ridefinire il rapporto tra politica, amministrazione e diritti delle persone. Un’idea di città che può nascere solo da sensate esperienze – come quella in corso nel quartiere Como Borghi – centrate sulla partecipazione degli abitanti, la consapevolezza della storia dei luoghi, la capacità di progetto e azione.
Siamo fiduciosi, nonostante il dibattito politico locale si attardi, anche nella maggioranza di centrosinistra, su questioni contabili, senza affrontare come vorremmo i temi dei diritti, del lavoro, della salute che tanti ritengono non centrali o addirittura estranei all’arte di amministrare la polis.
Siamo fiduciosi, nonostante il contesto nazionale proponga sempre più spregiudicatamente l’idea compromissoria che il potere vada conquistato anche con i peggiori compagni di strada.
Siamo fiduciosi e guardiamo con interesse alla proposta di Tsipras che seppure viziata in Italia da un eccessivo protagonismo dei promotori e in parte basata sull’anacronistica manichea divisione tra “società civile” e partiti, potrebbe avviare un percorso di reale ricostruzione di quella sinistra oggi ancora marginale nel paese.
Siamo fiduciosi e riconfermiamo ai lettori il nostro impegno a essere disincantati e aperti al dibattito libero e alla critica anche di ciò che noi stessi contribuiamo a costruire. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]
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