«Fare la mappa del Dna può cambiare la vita. Conoscere i geni, infatti, aiuta a scoprire i punti deboli, come è successo a Giuseppe Remuzzi, medico, presidente della Società internazionale di nefrologia, che si è sottoposto allo studio condotto sul Dna, ancora in fase di sperimentazione – spiega la presentazione –. Il 3 aprile scorso inizia il suo percorso: dopo essersi fatto prelevare un campione di sangue, i colleghi dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” estraggono il Dna al suo interno. A metà maggio la Personal Genomics di Verona conferma che il sequenziamento è stato completato con successo. Il passo successivo prevede l’analisi dei risultati, operazione a cui danno il loro contributo anche Gentle, gruppo belga, e Genophen, della California. Prima del verdetto, che arriva alla fine di giugno, al paziente viene chiesto di rispondere a un questionario di quindici domande, tra cui abitudini alimentari, attività fisica, vizio del fumo e alcol. Dal successivo colloquio in videoconferenza con Mehrdad Rezaee, medico a capo della Genophen, Remuzzi viene quindi a conoscenza di due anomalie che si associano a un rischio aumentato di malattia coronarica, oltre che un rischio di calcoli alla colecisti e l’osteoartrite. Conoscere i segreti del Dna e il proprio profilo genetico è il punto di partenza per verificare potenziali malattie e combatterle in anticipo. Secondo il dottor Remuzzi, inoltre, lo studio del Dna cambierà quasi certamente il modo di fare medicina, ma ciò accadrà solo quando i risultati dell’analisi del Dna saranno completamente affidabili».
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