«Un accordo dignitoso, frutto di oltre due anni di trattativa in salita, con Confcooperative che bollò subito la nostra piattaforma come irricevibile. Ora la mediazione raggiunta è soddisfacente», afferma Fiorella Merlini della Fp Cgil. L’accordo unitario, con vigenza triennale 2015–2017, varrà per tutte le cooperative che agiscono sul territorio, a prescindere dalla loro sede legale. Tra i suoi punti salienti: l’obbligo a formazione e aggiornamento professionale e l’ampliamento del diritto allo studio; l’obbligo a riconoscere l’indennità di soggiorno quando i lavoratori restano fuori sede per ragioni di servizio; la regolazione degli inquadramenti e dell’uso del proprio mezzo di trasporto per l’attività professionale. «Per la prima volta, attraverso l’accordo sui servizi minimi, viene riconosciuto il diritto allo sciopero. E si è blindato l’art. 37 del contratto nazionale sui cambi d’appalto, a tutela di servizi e livelli occupazionali», aggiunge la sindacalista. L’elemento retributivo territoriale (ert) sarà di 272 euro annui a testa. [aq, ecoinformazioni]
Cooperative sociali: firmato primo accordo integrativo a Como

