Quando Catullo scriveva Odi et amo, ormai la critica è concorde, non pensava all’amata Lesbia ma al Natale (che potenza, questa festa: non era ancora istituita e già faceva impazzire i poeti). Perché il Natale è così: un po’ si ama, un po’ si odia. Anche perché, come tutto ciò che ha una scadenza definita, precisa, indiscutibile, arriva troppo presto o troppo tardi e va a finire che alcuni comprano i regali sin da giugno – riempiendosi la casa di pacchettini che non sanno dove stipare per mesi e mesi – altri invece corrono col fiatone a infilarsi sotto le saracinesche alle 19,58 del 24 dicembre… Questo libro è dedicato agli uni e agli altri. Ingresso libero.
11 dicembre/ Di Gregorio alla Feltrinelli racconta il Natale

