
La piccola borghesia planetaria non segue i precetti del proprio dio, ma rifiuta il dio degli altri. E anche qui: islamici, islamisti, fondamentalisti, terroristi, c’è differenza?
La piccola borghesia planetaria vive dentro un sedimento maleodorante di paura e di rancore. Vuole blindare le frontiere, alzare muri in ferro, legno e cemento. Vuole armarsi, filmare da tutte le angolazioni, rendere più difficile la convivenza e più facile l’espulsione, disseminare crocifissi nelle scuole. E soprattutto chiudere: le moschee, le navi di soccorso, gli spazi aerei, televisioni, giornali e internet, città, quartieri, condomini, negozi etnici, parchi pubblici.
Tutto questo, nonostante sia indecente, è comprensibile, ed è in qualche modo irresponsabile, come una malattia. Ma c’è qualcosa di più indecente. Di là dal mare (ma anche qui in Europa) i capi “religiosi”, privi della nozione di democrazia e assai interessati ai petrodollari, allevano e telecomandano schiere di giovani (e donne e bambini) da combattimento. Simmetricamente, di qua dal mare, i parassiti di ogni tragedia umana pensano ai voti e ringraziano Allah. Francamente, in questo catalogo di regressione umana che sta montando, questi ultimi sono i peggiori. Come sciacalli dopo i terremoti.
La piccola borghesia planetaria, che non ha mai veramente accettato né la teoria atomica né quella dell’evoluzione, non si convincerà mai che non solo le persone, ma anche i continenti sono sempre stati in movimento, e continueranno a farlo tranquillamente. [Antera Rosso, ecoinformazioni]

