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Per la Pace contro l’indifferenza

Giornatapace 01Domenica 17 gennaio al cinema Astra di Como si è aperta la Giornata della Pace con il dibattito Vinci l’indifferenza conquista la Pace coordinato e introdotto da Paolo Bustaffa con la partecipazione di Guido Mocellin, giornalista di Editrice missionaria italiana, Fabio Corazzina, insegnante e parroco di Brescia e Germana Lavagna, volontaria di Refugees Welcome Italia.

La pace è un sogno, ma è importante distinguere tra avere un sogno ed essere un sognatore. La prima è una situazione positiva, che sprona ad agire per renderlo possibile.

La parola a don Fabio Corazzina che inizia con la lettura di un brano di antonio Gramsci, in cui sostiene che se ognuno avesse fatto la sua parte nella storia, non sarebbe andata così. Tutto ciò che accade è opera dell’uomo, la chiave del problema è l’indifferenza. L’indifferente chiude gli occhi per non vedere l’ingiustizia e chiude il cuore: “non è un mio problema”. anche chi elude i quesiti che gli vengono posti è un indifferente. Un esempio: a Brescia, bambini costretti a giocare sull’asfalto per via del suolo inquinato. In una città che si ritiene “smart”, è pericoloso giocare, bere acqua e respirare. Per anni il desiderio di arricchirsi ha reso le persone indifferenti al problema del territorio in cui vivono, trasformandolo in un luogo pericoloso per la vita. Guido Mocellin apre con un pensiero di Giovanni Paolo II: “Nessuna guerra è santa”. Mocellin ritiene che i giornali non prendano abbastanza in considerazione questo tema. anche le persone che si tengono informate in realtà non conoscono in profondità i problemi. Sarebbe importante invece, tra tutte le notizie emesse, riuscire a riconoscere quelle che sono un grido di aiuto tra tutto il rumore di fondo. Germana Lavagna parla del progetto di refugees Welcome che si occupa di accoglienza dei migranti. Questa associazione di volontari è nata in Germania, dove si è riusciti a far aprire le porte a molta gente con ottimi risultati. La Germana ritiene che l’utilità dell’accoglienza sia reciproca perché chi viene accolto trova vitto e alloggio, ma chi ospita ha la possibilità di capire meglio il fenomeno tramite la sua esperienza diretta. La partenza è stata la diffusione del progetto in rete, ma ciò non è sufficiente per risolvere il problema, perché se anche la pubblicità porta alla conoscenza, l’obiettivo finale è arrivare all’apertura della porta. Lei stessa ha avuto questa esperienza nella sua famiglia ed è qui per dire che è fattibile.

Tra il pubblico interviene don Giusto della Valle, parroco di Rebbio, per far presente che quando c’è indifferenza qualcuno ne trae vantaggio per i suoi affari. Il problema è che l’Italia ha un’idea di profugo non come persona da accogliere e mettere a proprio agio ma solo come soggetto da sfamare e riscaldare.

Don Diego Follini, parroco in Valtellina, lo appoggia riportando la sua esperienza in comunità di accoglienza, dove è davvero difficile promuovere i rifugiati come persone nella loro complessità e non come soggetti di cui soddisfare i soli bisogni fisici.

Fa eco Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana: «Gestire i profughi come una questione economica rende inutile la loro accoglienza».

La giornata si conclude con la marcia per la Pace da via Milano a piazza Duomo con balli, musiche e coreografie animate dai ragazzi dei gruppi scout.[Valeria Peverelli, ecoinformazioni]

Guarda sul canale di ecoinformazioni tutti i video dell’iniziativa.

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