Tale ingente cifra, divisa per i meno di duemila soggetti a cui l’accoglienza sarebbe destinata, sarebbe una risorsa sufficiente a erogare per l’anno 2016 circa 11 mila euro a ciascun migrante. Si tratterebbe, se essa andasse a buon fine e non venisse dispersa nei profitti talora esagerati degli enti assegnatari che non sempre – in assenza di controlli – erogano i servizi necessarie e prescritti, di un investimento sufficiente a garantire alle persone oggetto di “protezione” una reale accoglienza con servizi di qualità e conseguente ricaduta positiva per l’occupazione autoctona. La realtà è ben diversa e premia, invece dei soggetti deboli da proteggere, i molti piranha del “migrabusiness” sottraendo risorse preziose a coloro che invece operano con efficienza e amore. C’è da augurasi che le forze dell’ordine, liberate dall’impegno in Stazione, possano essere impegnate dalla magistratura per indagare sugli illeciti nel settore dell'”accoglienza” che ledono anche la dignità della nostra città che ha mostrato, senza risorse pubbliche, di essere Bella e aperta e di saper assicurare sia il pane che le rose ai migranti. Leggi il bando.
A Como 22 milioni di euro dallo stato a privati per l'”accoglienza”

