immigrazione

Sanatoria subito! / I manifesti di Como senza frontiere

Già nelle scorse settimane Como senza frontiere – come altre realtà a livello nazionale – ha sollevato il problema della cosiddetta “sanatoria” varata dal governo nel maggio 2020: una procedura per la regolarizzazione e l’emersione del “lavoro nero”, soprattutto di persone migranti.

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Migranti e diritto alla salute

«Il 7 aprile è stata la Giornata mondiale per il diritto alla salute, il 10 è la Giornata contro la mercificazione della salute. Lo scopo di queste “ricorrenze” è richiamare i cittadini, le istituzioni e le forze politiche e sociali a non dimenticare questo diritto a favore di tutti gli individui del pianeta.

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Lavoro “migrante”/ 1800 domande senza risposta

La rete Como senza frontiere – insieme a Cgil-Cisl-Uil, Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti, Campagna Ero straniero – ha inviato al Prefetto di Como una lettera per avere spiegazioni sullo stato di gravissima inadempienza da parte delle Istituzioni in rapporto alle procedure di emersione e regolarizzazione del lavoro prestato da persone migranti (la cosidetta “Sanatoria” del maggio 2020 – e per sollecitare contestualmente il riconoscimento dei diritti di tutte le persone presenti sul territorio, riconoscimento ancora più urgente in un periodo come questo segnato dal crescente disagio sociale e dalle incombenti difficoltà economiche.

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I difensori dei diritti umani

Il 30 marzo Como accoglie ha organizzato un incontro sulla piattaforma zoom per dialogare insieme a persone che hanno a cuore il rispetto della dignità umana e una solidarietà radicata ad aiutare il prossimo. L’evento è stato organizzato per esprimere la solidarietà a tutte le reti di volontariato e singole persone denunciate perché si sono occupate dei migranti sui confini, compreso quello comasco. Hanno partecipato alla serata don Giusto Della Valle, Lorena Fonasir e don Andrea dell’associazione Linea d’ombra, Martine Landry di Amnesty International. 

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Diretta/ la solidarietà non è un reato

Dopo aver espresso vicinanza e solidarietà a Linea d’Ombra odv, Como Accoglie si fa promotrice di un incontro con loro e con altre realtà di frontiera per creare sinergie e rilanciare il valore dell’accoglienza.
In diretta facebook, sulla pagina di Como Accoglie, il 30 marzo, a partire dalle ore 20.30, ci saranno, oltre a Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi di Linea d’Ombra di Trieste, don Giusto, Mira (Antenne Migranti – Monitoraggio lungo la rotta del Brennero), don Rito da Ventimiglia, Luciano Scalettari (ResQ – People saving peoplee), Martine Landry (attivista e membro di Amnesty International France e di Anafé) ed altri interessanti interventi. Matteo Mandressi, della segreteria della Camera del Lavoro di Como, avrà il ruolo di coordinatore
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Migranti non fantasmi

Lasciare la propria casa non è mai facile. Dietro allo spostamento di milioni di persone ci sono motivi che ignoriamo. O che non riusciamo ancora a capire. La povertà in Nigeria, il terrorismo in Mali, le guerre che lacerano il paese nel Sudan. E ancora, i “migranti invisibili” che arrivano dalla Tunisia e la repressione in Afghanistan. A questi vanno aggiunti milioni di apolidi, cioè persone cui sono stati negati nazionalità e accesso a diritti fondamentali, come istruzione, salute, lavoro, libertà di movimento. In questi casi una canzone riesce a trasmettere più di quanto possa fare un articolo di giornale o un servizio in televisione.

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Cittadinanza/ Diritto negato

La cittadinanza è un diritto, non un privilegio e consente di riconoscersi parte di una comunità. Oggi la cittadinanza italiana si acquista “iure sanguinis”, cioè se si nasce o si è adottati da cittadini italiani. Un’ingiustizia che discrimina tante persone, intrappolate in processi burocratici senza fine che non consentono loro di sentirsi davvero parte del paese. Venerdì 26 marzo si è svolto su zoom l’incontro Cittadinanza: un diritto negato, una richiesta di uguaglianza, un sogno di libertà, organizzato dall’Osservatorio giuridico per i migranti di Como, associazione in cui ogni giorno avvocati/e  operatori/e  volontari/e si impegnano a prestare tempo e competenza per coloro che hanno bisogno di aiuto per vedere riconosciti diritti.

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Cittadinanza

Cittadinanza: un diritto negato, una richiesta di uguaglianza, un sogno di libertà. Dal 1966 l’Assemblea generale delle Nazioni unite ha istituito la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, nel corso degli anni è diventata in una settimana intera, durante la quale cittadinanze attive e Istituzioni sono impegnate a intraprendere iniziative di lotta contro ogni forma palese od occulta di razzismo e discriminazione razziale.Come Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti e delle migranti, in tre anni di attività sul territorio comasco, abbiamo avuto modo di constatare come il “virus del razzismo”, così definito da papa Francesco in occasione di questa Giornata, si nasconde e si annida non solo nelle nostre relazioni sociali, ma anche nei diritti negati, nelle leggi mancate, nella loro applicazione discriminante.L’edizione della Giornata del 2021 è intitolata: “Giovani che si oppongono al razzismo e alle discriminazioni razziali”.

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26 marzo/ Cittadinanza, un diritto negato

Venerdì 26 marzo dalle 20,30 si svolgerà un incontro sulla migrazione con considerazioni su libertà e uguaglianza. Cittadinanza: un diritto negato, una richiesta di uguaglianza, un sogno di libertà è organizzato dall’Osservatorio giuridico dei diritti dei migranti, introdotto e curato da Grazia Villa, avvocata dell’osservatorio e sarà trasmesso in diretta Facebook sulla pagina dell’Osservatorio giuridico dei diritti dei migranti. L’obiettivo è, anche questa volta, quello di rendere le persone informate e consapevoli in materia di migrazione, offrendo a coloro che parteciperanno un quadro preciso, e aggiornato, sulle procedure che ruotano attorno al fenomeno migratorio. Sarà importante la testimonianza di Alidad Shiri, un giovane rifugiato afghano, che dialogherà con Salma El Bourkhissi, studente del liceo statale Maffeo Vegio di Lodi, Naima Labrinssi, del liceo Parini di Seregno, Loris Tafa del liceo scientifico Leonardo da vinci di Trento e Samuel Olotu Eghgha, ex studente del liceo Alessandro Volta e stagista a Lodi. Alidad Shiri aveva solo dieci anni quando è stato costretto a lasciare il suo paese e partire da solo per un viaggio di quattro anni verso l’Europa. [Mara Cacciatori, Arci-ecoinformazioni]

Arci/ Per donne e minori migranti 351 596 8899

Uno sportello telefonico per aiutare chi ha patito le conseguenze della negazione del diritto alla libera mobilità delle persone e ha subìto violenze durante il percorso migratorio e in Italia – parte della Fortezza Europa inespugnabile per le persone, apertissima ai capitali e ai commerci anche illegali – per l’inadeguatezza dell’accoglienza. L’Arci di Como sta svolgendo dal mese di febbraio 2021, collaborando con lo sportello dell’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti di Como e con la Parrocchia di Rebbio, il progetto Restiamo umani di Arci Lombardia con il sostegno dell’Unione buddisti italiani.

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