immigrazione

Presidio Csf/ Milioni di euro in cambio di morte e torture

Nella giornata di giovedì 15 luglio Como Senza Frontiere ha indetto un presidio in piazza Grimoldi a Como per dire basta agli accordi con la Libia, nella giornata in cui il Parlamento italiano ha votato il rifinanziamento alla guardia costiera libica, da tempo fuori controllo e protagonista di molteplici violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale in generale.

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Libia: una benda per non vedere?

È possibile ripetere in maniera così ostinata una tale offesa alla giustizia, all’unione e alla solidarietà? Si sente parlare di crisi migratoria dal 2013, quando un numero sempre crescente di rifugiati e di migranti ha cominciato a spostarsi da altri continenti extra-europei verso l’Unione Europea per richiedere asilo, viaggiando dalla Libia attraverso il mar Mediterraneo, oppure attraverso la Turchia e l’Europa sudorientale.

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5 anni senza frontiere

Cinque anni di Como senza frontiere, cinque anni di impegno per i diritti, cinque anni di marce per i nuovi desaparecidos ammazzati in mare e in terra dalla Fortezza Europa. Cinque anni nei quali il gruppo ideatore (per lo più ragazze e ragazzi) è rimasto attivo costruendo una Rete che si è via via estesa e oggi unisce realtà molto diverse (partiti, sindacati, associazioni, movimenti, gruppi ecclesiali, persone) capace di animare non solo la solidarietà ma anche azione politica contro ingiustizia e violenza di chi considera le persone numeri. Anche domenica 4 luglio (come ogni mese) in piazza Cavour si è formato il cerchio dell’impegno civile, si è attuata la lotta nonviolenta di una quarantina di persone ciascuno con al collo l’immagine di un desaparecidos perché la sua tragedia fosse evidente e richiamasse la necessità di ribellione civile alle sopraffazioni dei ricchi sui poveri. Fabio Cani e Abramo Francescato hanno parlato di sanatoria finta e neppure attuata, di motovedette italiane regalate alla Libia e trasformata in strumenti di morte contro i migranti, di frontiere assassine e di leggi inique che colpisco chi soccorre e aiutano i trafficanti di essrei umani.

Persino piazza Cavour, animata oggi da umanità e voglia di un nuovo mondo possibile, è sembrata davvero una piazza (luogo di relazioni e di socialità) non una vetrina per esposizioni commercali come l’ha costretta a diventare la cattiva politica. Già on line sul canale di ecoinformazioni i video di Daniele Molteni, presto on line anche su Instagram e facebook le foto di Sara Malacrida e Somia El Hariry.

Guarda sul canale di ecoinformazioni gli altri video dell’iniziativa di Daniele Molteni, Arci-ecoinformazioni.

Perché il vaccino

[Intervento iniziale e traduzione in inglese]

La serata Covid 19: perché il vaccino di giovedì 17 giugno nello spazio esterno dell’oratorio di Rebbio, Nell’incontro organizzato dalla Scuola popolare di cittadinanza di Rebbio con la collaborazione della Rete scuole di Italiano per stranieri di Como, una cinquantina di persone, molti tra loro i migranti, hano affrontato il complesso tema del diritto a vaccinarsi dei vantaggi connessi a tale scelta dei dubbi e delle preoccupazioni.

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Arci/ Restiamo umani 351 596 8899

Uno sportello telefonico per aiutare chi ha patito le conseguenze della negazione del diritto alla libera mobilità delle persone e ha subìto violenze durante il percorso migratorio e in Italia – parte della Fortezza Europa inespugnabile per le persone, apertissima ai capitali e ai commerci anche illegali – per l’inadeguatezza dell’accoglienza. L’Arci di Como sta svolgendo dal mese di febbraio 2021, collaborando con lo sportello dell’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti di Como e con la Parrocchia di Rebbio, il progetto Restiamo umani di Arci Lombardia con il sostegno dell’Unione buddisti italiani.

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Scuola popolare di cittadinanza di Rebbio: perché il vaccino

Si svolgerà nella serata di giovedì 17 giugno, alle ore 20.30 presso l’oratorio di Rebbio, l’incontro promosso dalla Scuola popolare di cittadinanza di Rebbio con la collaborazione della Rete scuole di Italiano per stranieri di Como, dedicato al problema della vaccinazione di categorie fragili e finora messe in disparte come persone senza fissa dimora e persone migranti.

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Missing at the borders

L’iniziativa Missing at the borders consiste in una pagina web (disponibile in più lingue, cui di recente è stato aggiunto anche l’arabo) creata per dare voce e dignità alle famiglie dei migranti morti, dispersi o vittime di sparizione forzata nel corso del loro viaggio migratorio.

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Como: un sabato in piazza

Un sabato pomeriggio di mobilitazione a Como presso Porta Torre. Diversi gruppi hanno animato lo spazio appena dentro la città murata: l’associazione Italia-Cuba manifestava contro il “bloqueo”, ovvero contro l’embargo nei confronti di Cuba, che – nonostante i cambi di presidenza a Washington – ancora non viene rimosso; pochi metri più in là, La Comune intendeva informare sulla drammatica situazione nei CPR, messa in evidenza dal recente “suicidio” di un giovane guineano, Musa Balde; presente anche Rifondazione Comunista per il lancio seconda fase della campagna nazionale “Prima il lavoro, il pubblico, le persone”; ancora più in là un banchetto del Circolo operaio di Lotta comunista.

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