immigrazione

La stazione di Como senza frontiere

Dopo 10 anni, alla stazione San Giovanni di Como, non c’è nostalgia. Non solo perché non c’è nulla – proprio nulla – da rimpiangere, ma anche perché è forte la consapevolezza che quella “stagione” non è affatto passata, e anzi si è incattivita e sembra essersi organizzata per impedire qualsiasi superamento.
Dieci anni fa, alla stazione, erano accampate centinaia di persone, impedite nel loro diritto (riconosciuto dalle leggi internazionali) di raggiungere i luoghi scelti per proseguire il proprio percorso di vita. «517, erano 517, ho scritto tutti i nomi» dice, quasi sottovoce, Luciana Carnevale, storica attivista per i diritti delle persone migranti e fragili, che non ha voluto mancare questo appuntamento. Erano sicuramente di più, perché il flusso era continuo e incontrollabile, tra andirivieni, respingimenti, tentativi di cambiare valico…

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17 luglio/ 10 anni di Csf a Como San Giovanni

A distanza di 10 anni da quando, nel luglio del 2016, venne fondata Como senza frontiere, torniamo a manifestare proprio nel luogo che, dieci anni fa, mise in evidenza l’importanza del fenomeno delle migrazioni e la necessità di acquisire la consapevolezza del ruolo di città di frontiere.

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Video/ Baggi/ 10 anni dalla stazione

“Como San Giovanni: dieci anni dopo l’emergenza migranti costruita. Sono passati dieci anni da quell’estate che passò agli onori della cronaca nazionale come “L’estate di Como San Giovanni”. In quei mesi circa 600 Persone richiedenti asilo restarono bloccate nel parco antistante la stazione di Como, bloccate, sul piano nazionale ed europeo da leggi liberticide che non permettevano il movimento delle persone e, vessate. sul piano territoriale da un’amministrazione comunale che ha fatto di tutto per “non risolvere la situazione”. In questo quadro un gruppo di solidali ha fatto la differenza vivendo un’esperienza politica, sociale ed umanitaria che ha cambiato loro la vita e la percezione del fenomeno migratorio per sempre”. [Fabrizio Baggi, Prc]

10 anni di Csf

Era il 23 giugno del 2016 quando per iniziativa di un gruppo di ragazze e ragazzi si avviò l’esperienza di Como senza frontiere. Il decimo anniversario costituisce un’occasione per lo sviluppo delle inziative della rete. Un incontro per organizzare le attività si è svolto l’1 luglio a Casa Magenta. Presto on line tutti gli appuntamenti. [Foto Marco Lorenzini, ecoinformazioni]

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uniti contro lo schifo europeo

Il 19 giugno davanti all’Ambasciata italiana di Bruxelles, è stato organizzato un sit-in per denunciare il Caporalato e lo schifo del voto di mercoledí a Strasburgo del Decreto Rimpatri. Hanno partecipato Avs, Pd, M5S, Cgil, Anpi, Arci e Acli.

Guida per un primo orientamento/ Contro l’emarginazione dei migranti italiani in Germania

Dalla giornalista Luciana Mella, parte della redazione di ecoinformazioni e nostra corrispondente, giunge la segnalazione di un’inizativa editoriale al servizio delle persone migranti italiane che raggiungono la Germania. Uno strumento davvero utilizzimo, ma anche un esempio di ciò che andrebbe fatto se si considerasseso anche le persone che arrivano in Italia da altri paesi detentrici di diritti, prima di tutti quello di conoscere e avere strumenti per meglio vivere il proprio percorso di vita in un altro paese superando lo stimma delo “straniero”e vincendo i burosauri.

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29 maggio/ Marcia di Como senza frontiere

Venerdì 29 maggio dalle ore 18 alle 19, in piazza della Pace (già conosciuta come piazza Vittoria) si tiene la Marcia per i nuovi desaparecidos per informare e protestare contro le politiche migratorie dell’Unione Europea e dell’Italia, per la libertà di movimento e il diritto all’accoglienza, per proporre una diversa percezione delle migrazioni, per affermare che l’umanità nei confronti di tutte e tutti è ancora possibile e, anzi, indispensabile.

L’emergenza non è delle migrazioni, l’emergenza è delle istituzioni incapaci e repressive.

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