
La lettura delle poesie tratte da Un cuore all’indice. Parole sospese del libraio annuvolato [Mauro Fogliaresi, Gin Angri, oltre il giardino/libri, Como, 149 pagg.] è sempre accompagnata da un sottofondo musicale leggero e di sola chitarra, che aiuta a riempire gli spazi vuoti lasciati al pubblico per osservare le fotografie proiettate di fianco al tavolo dei relatori.
Fogliaresi parla delle sue intenzioni, di ciò che vede e del suo percorso tra gli archivi degli ospedali psichiatrici che ha consultato. Le sue poesie citano parole dei pazienti e le loro esperienze nell’uscire dal manicomio, parlano di vita vissuta, pensieri e emozioni che il poeta ha sperimentato. Alcune illustrano determinate fotografie di Angri.
Intanto le immagini, che scorrono in parallelo alla lettura, ritraggono persone e luoghi molto diversi: dall’Africa all’Asia fino alla cruda realtà dei manicomi italiani: momenti di vita ordinaria o luoghi affolati e solitari. Sono corpi di donne e uomini, bambini, particolari graffiti o statue, fotografia di strada e anche delle foto scattate dentro la redazione di Oltregiardino o durante laboratori di fotografia e scrittura creativa.
Le tre canzoni scritte e presentate da Paolo Fan sono invece ispirate alla sua lettura del libro. Il cantautore, oltre a proporre propri testi, prende pezzi delle poesie lette e le utilizza nelle canzoni, accompagnandosi con la chitarra. Gli applausi sono così meritati insieme dalle canzoni e dal libro.
Nonostante la tragicità del tema, l’atmosfera non è risultata così pesante, forse per il pizzicare delle corde della chitarra o per le la simpatia con la quale si è affrontato anche qualche inversione involontaria dell’ordine delle foto. [M.C., ecoinformazioni]
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