
Il titolo del videoconcerto, È impossibile dipingere una donna, si riferisce alla “maledizione classificatoria” che è alla base delle istituzioni totali, come appunto il manicomio, mostrando, attraverso una sequenza di 53 “tavole di interpretazione” di oltre 600 opere dei grandi maestri della pittura, l’evoluzione degli stereotipi femminili e l’ambiguità del concetto di normalità, che ha alimentato in tutti i tempi, compreso il nostro, aberrazioni ideologiche, ingiustizia, dolore, segregazione, morte. Le musiche originali percorrono una via parallela, raccontando frammenti della maledizione classificatoria che cancellò le donne del San Martino: un mondo sonoro sghembo, nel quale compaiono donne “dipinte” come inspiegabili, troppo geniali, troppo scandalose, troppo libere, troppo migranti da un altrove che insospettisce, troppo povere per reagire.
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