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Ospedale turistico/ No alla sanità solo per i ricchi

I medici con l’Africa (non casualmente non “per” ma “con” per evidenziare comunanza con le pesrone del continente) esprime perplessità per l’dea singolare del Valduce di assicurarsi nuovi facoltosi utenti pescandoli dai danarosi turisti che vitano la città offrendo loro servizi saniotari dedicati propoagandati con un ocntato diretto dagli hotel della zona. Il testo integhrale della lettera aperta inviata al presidente dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Como.

«Egr. Sig. Presidente, abbiamo appreso dai mass media locali dell’iniziativa dell’Ospedale Valduce nei confronti dei turisti in visita alla nostra città e al nostro lago. E della Sua nota di approvazione. Lo diciamo: siamo francamente perplessi. Il conceUo che passa è: chi paga ha, anche a discapito di chi non paga.
Non crediamo alla favola del “non togliere risorse all’utenza tradizionale”. Siamo sufficientemente esperti di ospedali e di organizzazione sanitaria.
Infatti, non si è visto un bando di reclutamento di personale dedicato, per cui si presume che l’onere ricadrà sul personale sanitario già in servizio. Che dovrà togliere tempo e energie ad altri pazienti, ricoverati e non. Perché i turisti assicurati avranno una corsia preferenziale.
I turisti non assicurati, i rari autostoppisti rimasti, i dimoranti in B&B e in campeggio (se riaprirà, altra
triste storia), i turisti che arrivano via mare o a piedi via terra, non avranno una corsia preferenziale, perché non pagano.
Costoro si rivolgeranno a chi? Ai servizi già esistenti, ai quali possono comunque rivolgersi tutti,
quindi anche i turisti paganti assicurati.
Purtroppo, nessuno ha fornito dati per valutare le masse di turisti malati che si riversano sulle rive del
nostro lago. Per cui si presuppone che stiamo sbandierando un servizio riservato a pochissimi privilegiati. Ma è proprio questa idea del privilegiato che stride.
L’inventore dei codici priorità in Pronto Soccorso pensava che tutti gli essere umani fossero uguali – e
anche Ippocrate e la Beata Madre Giovannina Franchi, presumiamo – e che i distinguo andassero fatti solo in base alla gravità del paziente.
La nostra speranza è che tutto ciò serva a risvegliare i cittadini dal sonno. Quanto proposto è solo
l’anticipo dell’assicurato sì, il non assicurato no.
In men che non si dica il cittadino che non avrà un’assicurazione sarà destinato ad attendere, a usufruire di servizi differenziati, a procrastinare le prestazioni, sino a correre un serio rischio di soccombere.
Vogliamo definitivamente seppellire il Sistema Sanitario Nazionale basato sul concetto di universalismo e di solidarietà umana, creando un sistema sanitario a due velocità e a due standard di cura: paganti e non paganti? Noi certamente no.
Siamo sicuri che anche Lei non lo vuole, Le chiediamo pertanto di non sostenere iniziative che
sembrano andare in direzione contraria.
I nostri più cordiali saluti». [Per Medici con l’Africa Como onlus, Il presidente dottor Roberto Riedo]

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