Si è svolto il 14 aprile, nel centro civico di Camerlata a Como, il congresso provinciale di Auser Como: un momento da sempre centrale nella vita (e nella salute) di un’associazione, nella costruzione della propria identità politica e sociale, nella riflessione del proprio ruolo nel panorama territoriale prossimo (ma anche nazionale e mondiale), nel consolidamento di ideali e pratiche di cittadinanza attiva, che ha visto la riconferma dell’attuale presidente Massimo Patrignani.
Introdotto dai saluti istituzionali della vicesindaca di Como Nicoletta Roperto e del presidente della provincia Fiorenzo Bongiasca, il congresso, della cui assemblea è stata affidata la presidenza a Maria Grazia Roncoroni, si è aperto con la relazione del presidente uscente Massimo Patrignani, capace di tratteggiare in maniera puntuale e chiara il percorso di Auser nel mandato appena concluso e «quattro anni di crescita e fatiche», con una panoramica comune a molte realtà associative del Terzo settore: molti i punti di luce e di soddisfazione (dalla crescita associativa al radicamento nel tessuto locale con numerosissime attività, progetti ), molto il lavoro ancora da fare (anche a fronte di un futuro collettivo sempre più difficile e preoccupante), spesso complicato – quando non apertamente ostacolato – da quelle stesse amministrazioni che dovrebbero per prime assumere l’ascolto e la tutela dei bisogni di cittadini e cittadine, ma che invece spesso ne demandano la presa in carico ad associazioni e volontariato, soprattutto quando si tratta di solidarietà, marginalità e terza età (ambiti per cui Auser nasce e si sviluppa in primo luogo).
Ambiente e un cambiamento climatico impossibile da negare ma ancora troppo sottovalutato, diritti e costruzione di pace, tutela e applicazione della Costituzione, formazione e informazione della cittadinanza di ogni età, connessioni intergenerazionali, attivismo sociale e volontariato sono state le tematiche affrontate dal panel La casa brucia – Il terzo settore nei nuovi scenari globali e locali: un momento di riflessione prezioso, illustrato dagli interventi puntuali di Enzo Tiso (Legambiente Como), Celeste Grossi (Arci nazionale e Scuola Diritti Umani “Gabriele Moreno Locatelli” del Coordinamento comasco per la pace), Riccardo De Facci (consigliere nazionale ed ex presidente Cnca) e Giuseppe Battarino (Comitato comasco Giacomo Matteotti), capace di inquadrare le problematiche su cui anche Auser è chiamata a lavorare, all’interno dell’associazione e nelle reti di cui è parte, come ben evidenziato dalla sintesi conclusiva di Lella Brambilla (vicepresidente Auser nazionale), il cui sguardo portatore di innumerevoli congressi su tutto il territorio italiano ha saputo mettere in risalto i punti di forza su cui fare leva per continuare il lavoro durante e soprattutto dopo il congresso.
Un quadro generale a tinte fosche, difficile da guardare nell’insieme perchè opprimente e soffocante. Ma ancora una volta è nel lavoro collettivo delle reti di buona politica e buone pratiche di cittadinanza attiva, nelle convergenze e nelle lotte comuni che sta l’unica via possibile da percorrere: la «via maestra della Costituzione», quella «da tenere sempre a portata di mano», come ricordato da Marinella Magnoni (Spi Como), quella da applicare per abbattere il «muro di gomma» di indifferenza ed ipocrisia generale, come auspicato da Diego Savogin (Anpi Como), quella da declinare nel valore rivoluzionario del voto ai referendum dei prossimi 8 e 9 giugno, ricordati da Sandro Estelli (Cgil Como) o nel «kit di sopravvivenza di umanità e civiltà come alternativa al riarmo e alla guerra» proposta da Arci Como nell’intervento di Dario Onofrio, ad evidenziare come ad esempio proprio questa preziosa rete territoriale uscire dagli anni della pandemia rafforzata da un lavoro condiviso attraverso molti progetti.
L’associazionismo, ricorda Luigi Colzani (Csv Insubria), è stato definito «bene comune» dalla Corte costituzionale, e come tale deve tornare ad affermarsi.
La volontà di farlo, conclude Lella Brambilla, è da sempre parte della spina dorsale di Auser: la capacità di vedere e valutare quanto ogni settore di problemi sia interconnesso agli altri è essenziale per continuare a «praticare la solidarietà», costruendo un cambiamento di rotta alternativo alla solitudine, «sovversivo» per questo ma «cuore pulsante della democrazia».
Nel pomeriggio, i delegati delle 13 associazioni affiliate hanno sviluppato il dibattito interno, al termine del quale è intervenuta Tiziana Scalco, della presidenza Auser Lombardia, che ha efficacemente ripreso i tanti spunti emersi durante la giornata. In conclusione, il nuovo direttivo dell’Associazione ha eletto la presidenza provinciale: il presidente Patrignani sarà affiancato da Carlo Bonetti (Auser basso Lario) Patrizia Fanara (Auser Lurago d’Erba), Mauro Porcelli (Auser Lomazzo) Daniela Rossi (Auser Cantù).
Un augurio di buon lavoro, quindi, al nuovo quadro dirigente di Auser Como. [Sara Sostini, ecoinformazioni; video e foto di Dario Onofrio, ecoinformazioni]
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