Site icon [Arci – Giornalismo partecipato]

Ricordo di Thierno Gaye

Ho conosciuto Thierno più di vent’anni fa, quando, insieme a Mbaye Diongue e altri compagni senegalesi, stava dando vita anche nel nostro territorio all’ “Associazione interetnica 3 febbraio”. Fin dall’inizio, mi aveva colpito la sua straordinaria capacità di coinvolgere le persone, di trasmettere a tutti il suo pensiero, con una limpidezza ed una determinazione che superava qualsiasi barriera culturale, suscitava empatia e bisogno di lottare insieme contro le ingiustizie . Ed infatti solo qualche anno dopo, è diventato delegato sindacale della sua fabbrica.


La sua attività di sensibilizzazione verso le tematiche del dialogo interetnico e dei diritti umani si è spesa su tanti fronti: dalla mobilitazione dei movimenti per i diritti dei migranti, alle lotte sindacali, al sostegno all’autodeterminazione delle donne africane, alla realizzazione di progetti per lo sviluppo sostenibile e l’educazione nel suo Paese, il Senegal. Perché lui aveva ben chiaro che i diritti o sono di tutti o non sono di nessuno.
Un lavoro instancabile di tessitura di relazioni e collaborazioni con associazioni, sindacati e movimenti, che lo hanno visto fino all’ultimo proporre e realizzare iniziative volte ad affermare la dignità umana e a contribuire alla lotta per una società più giusta, aperta e rispettosa delle differenze.
Uomo che ha sempre coltivato la conoscenza, in ogni occasione cercava di sottolineare l’importanza dell’istruzione come strumento di emancipazione e nello stesso tempo, lavorando per le diverse associazioni di migranti senegalesi in Italia, combatteva contro il rischio dell’assimilazione culturale, difendendo la dignità delle culture “minoritarie” e tramandando i valori della sua lingua originaria, il pulaar.
Costantemente ispirato dai suoi ideali umanisti e da una forte fede religiosa, è stato un grande esempio di coerenza, di rigore morale e di generosità.Thierno rimarrà per tanti di noi un riferimento ideale imprescindibile, ricorderemo
sempre il suo sorriso accogliente e la sua coraggiosa determinazione e credo che il nostro gesto di riconoscenza più bello sia quello di continuare, nel nostro piccolo, a percorrere la strada che con la sua lotta ci ha indicato, con la fermezza e l’orgoglio di chi sa di essere dalla parte giusta. [Anna Toffoletti per ecoinformazioni]

Exit mobile version