Persone

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L’immagine fuori dal tempo
Ne fissa il sorriso
Mentre offre semplici fette d’anguria
Insieme a tanti
Alla mensa di Sant’Eusebio
Nell’agosto primo ristoro
A chi giungeva qui a Como
Da molto lontano
Senza esser turista.

Dieci anni sono passati
E a tanti hai offerto
Lo sguardo e il sorriso
E sostegno per andar avanti
E accogliere concretamente

Come cosa buona e normale.
Ci lasci, ci manchi
Uno per uno ed insieme
Aprendoci all’empatia
Cerchiamo come possiamo
Di rendere Como più umana
.

[Claudio Fontana, in memoriam di Marta Pezzati]

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Con Marta

[Playlist dei video di tutta l’iniziativa]

Nella chiesa di San Martino, come sempre aperta a tutt3, con Marta Pezzati, i ricordi accorati dei suoi amici e delle sue amiche, della famiglia, musiche espressione del suo impegno sociale e umano, politico e culturale in grado di unire – lo ha dismostato anche la moltitudine presente a Rebbio il 20 agosto mattina. Una cerimonia interreligiosa con budisti, cattolici, kaici, atei insieme. La comunità che piange Marta è infatti vastissima e attraversa mondi e pensieri differenti, concordi per la Pace, l’accoglienza, l’umanità. Tanta tristezza certo, ma anche tanta gioia di essere insieme e determinati a continuare sulla sua strada insieme a Marta. Presto on line il reportage fotografico di Claudio Fontana.

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Claudio Fontana/ A Marta

L’immagine fuori dal tempo
Ne fissa il sorriso
Mentre offre semplici fette d’anguria
Insieme a tanti
Alla mensa di Sant’Eusebio
Nell’agosto primo ristoro
A chi giungeva qui a Como
Da molto lontano
Senza esser turista.

Dieci anni sono passati
E a tanti hai offerto
Lo sguardo e il sorriso
E sostegno per andar avanti
E accogliere concretamente

Come cosa buona e normale.
Ci lasci, ci manchi
Uno per uno ed insieme
Aprendoci all’empatia
Cerchiamo come possiamo
Di rendere Como più umana
.

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Un sorriso disarmante

Ciao Marta, il tuo sorriso, specchio della tua bellezza interiore, ha animato itinerari politici per i diritti e l’umanizzazione della società comasca che tante volte ci hanno visto insieme. Vogliamo ricordarti con questa foto del periodo del tuo impegno politico per Paco Sel. [Celeste Grossi e Gianpaolo Rosso]

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Baggi/ Ciao Marta la terra ti sia lieve

“Ci sono giorni nei quali si ricevono delle notizie che non si vorrebbero mai ricevere, oggi è uno di quelli. Poco fa ho appreso della morte di Marta Pezzati, storica attivista per i diritti umani e presidente dell’Associazione Como Accoglie.

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Ciao Marta/ Giovedì 20 agosto alle 10

Marta Pezzati, presidente di Como accoglie, tutta la vita dalla parte dei diritti delle persone contro razzismo e indifferenza, amica cara di ecoinformazioni è mancata oggi 17 agosto. I funerali si terranno alle 10 di giovedì 20 agosto nella Chiesa San Martino a Como Rebbio. Chi desidera dare un ultimo saluto a Marta può recarsi presso la sala del commiato in Via Lenticchia 18 a Camerlata, aperta dalle ore 8.30 alle 18.30.

Fotostoria/ Suoni in memoria di Maurizio Aliffi

Alla Villa del Grumello la mattina del 16 agosto per iniziativa di amici, straordinari strumentisti, si è svolto un concerto carico di affetto e di ammirazione verso un musicista importante, fecondo, generoso e vitale per il territorio e non solo. Tanta la commozione che è trasparsa anche dalle parole di Flavio Minardo e di Francesco D’Auria che hanno brevemente parlato per illustrare l’inziativa. L’associazione a cui la famiglia ha scelto venga devoluto l’incasso del concerto è Asbbi (associazione che si occupa di malattie rare e ultra rare, come la Sindrome di Bardet Biedl e la Sindrome di Sifrim-Hitz-Weiss).  Maurizio insieme al Bamas. Quintet e il Coro La Miniera Aps diretta da Renzo Bertoldo avevano recentemente suonato la Misa Tango di Astor Piazzolla in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare e ne era stato particolarmente felice. «Sono una piccola associazione e siamo contenti che i proventi del concerto andranno a sostenere la ricerca medica e aiuteranno persone e famiglie che si devono confrontare con le difficoltà di queste malattie». [Foto Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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Grazie Maurizio. “Maurizio”. O anche “Aliffi” come lo chiamavamo a scuola, usando quella pessima abitudine di riassumere in un cognome tutta la relazione. Conosco Maurizio dagli anni Settanta. Stesso liceo, stessa sezione, lui una classe di meno, ma le porte delle classi nella sede “provvisoria” di via Mentana erano una di fila all’altra e le pareti di cartongesso si bucavano senza problemi. Stesso liceo, stessi amici, stessi impegni, anche politici. Bassa forza, si intende: i leader erano altri (il maschile è d’obbligo e non sovraesteso). Persino stessa musica. Sì, abbiamo persino suonato insieme, ma non c’era storia da questo punto di vista, io – noi – arrivavamo sì e no a un arpeggio, lui era già di una bravura sconcertante, però non si è mai tirato indietro e ha sempre suonato con noi, alzando il livello. Ma non siamo mai stati capaci di imparare davvero. 
E quella disponibilità di adolescente non l’ha mai smessa: se proprio non poteva partecipare se ne scusava. “Umile” qualcuno l’ha definito, ed era sicuramente così, ma era l’umiltà dei grandi, davvero. Di chi sa.
Mille volte ci siamo ripetuti, dopo averlo ascoltato, che avrebbe meritato ben altra fama e – persino – ben altro successo. Ma lui continuava ad essere, davvero, quello di sempre, capace di passare dagli accordi di una canzone “di lotta” (stonata da tutti gli altri), al rock,, allo stile manouche, al jazz, alle canzoni portoghesi e via così. Solo alcuni flash, che non posso dimenticare. Schifo di Peter Schneider, insieme alla voce di Stefano Bresciani e alle percussioni di Francesco D’Auria: un pugno nello stomaco, con tutta l’eleganza di tre grandi amici. E poi il ricordo in musica di un altro grande amico – Cesare Sibilia, in cui avevo voluto inserire anche la chitarra e le percussioni di Maurizio e di Francesco, perché Cesare amava Bill Frisell sopra ogni altro e a loro avevo chiesto proprio di suonare almeno un pezzo del grande chitarrista americano. E poi ancora il duetto con la musica di Django Reinhardt, insieme a Flavio Minardo, regalato più di una volta sul palco del Gloria proprio per ecoinformazioni.

Ma lo so, lo sappiamo bene, che Maurizio è molto di più. E che ogni ricordo è parziale (cioè personale). Ma lui no, non era parziale: si ricordava persino di aver suonato con un disastro come me, e lo ricordava senza sarcasmo.

Grazie Maurizio. Tu e la tua musica – la nostra musica – siete e sarete con noi. [Fabio Cani, ecoinformazioni] [Foto di copertina Gianpaolo Rosso, ecoinformazioniAdiemus, Song of Sanctuary in Santa Brigida il 31 maggio 2024. Nella foto Maurizio Aliffi con Francesco d’Auria].

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