Persone

Carlo Monguzzi/ ambientalista vero

È morto Carlo Monguzzi. Un vita nelle lotte fuori e dentro le istituzioni. Una persona perbene. Carlo Monguzzi aveva 74 anni, è morto dopo una breve malattia. Nel suo ultimo post su Facebook ricorda Pino Pinelli e la battaglia che ha portato all’intitolazione della via. In tantissimi in queste ore lo stanno ricordando perché nella sua vita Carlo è sempre stato in mezzo alla gente, dalle lotte studentesche, all’ambientalismo, all’antifascismo, dentro e fuori le istituzioni. Fino a quando la salute glielo ha permesso ogni sera è andato in piazza Duomo alle 18 con la bandiera della Palestina per manifestare silenziosamente per la popolazione di Gaza. La difesa di San Siro e l’urbanistica sono state le sue ultime grandi battaglie a Palazzo Marino.

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Video/ Baba Seve/ L’impegno della Cgil e dello Spi per I bambini di Ornella

Un centinaio di persone per il ricordo di Baba Seve, Severino Proserpio, sindacalista, politico e cooperante prima a Como, poi in Senegal. La regia di Leone Rivara ha presentato i diversi interventi che hanno evidenziato l’importanza sociale, l’azione sindacale e politica e le intuizioni da “viosionario” delle sue utopie concrete. Si sono particolarmente valorizzati, oltre che gli intensissimi ricordi personali, anche la storia degli ultimi anni dell’associazione e il ruolo che hanno avuto la Cgil e lo Spi per collaborare alle tante iniziative che Severino Proserpio ha ideato e tenacemente realizzato. Infine l’emozione del Senegal con Modou Gueye, Sunugal. Nell’ambito dell’inziativa è stato distribuito il mesnoile ecoinformazioni diecato al nostro amico e compagno Severino Proserpio.

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Reportage video e foto/ Una moltitudine per il Nessi

Meno male che lo spazio esterno dell’oratorio di Albate è immenso. Ha potuto accogliere le ondate di affetto portate da una moltitudine di amici/amiche compagni/ compagne del Nessi. Luigino ha abbracciato tutti e ricordato con ciascun3 episodi della sua vita, memorabili per significato politico, sociale, sportivo umano.

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27-28 febbraio/ memoria delle vittime delle frontiere

Anche quest’anno vogliamo ricordare la morte di Youssouf Diakite, folgorato dalla Fortezza Europa – il 27 febbraio 2017 – sulla rotta migratoria che passa proprio nel nostro territorio. È un momento simbolico a cui annettiamo molta importanza, perché deve servire a non dimenticare le ingiustizie e i crimini che vengono continuamente commessi dalla Fortezza Europa, anche in nostro nome.
Quest’anno alla memoria di Youssouf Diakite vogliamo associare non solo quella di Mohammed Kouji, travolto da un treno sulla stessa linea ferroviaria, ma anche Moustafa Bouchini e Gabriel Izquierdo, due giovani già “ospitati” nei centri per richiedenti asilo in Ticino, tragicamente morti nella primavera 2025, il primo in circostanze non del tutto chiarite, il secondo suicidatosi dopo aver ricevuto diniego alla richiesta di asilo.

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A Popenguine con Baba Seve

Giovedi 5 febbraio alle 10 del mattino, sotto un cielo nuvoloso, inusuale in questa stagione ed a queste latitudini, Severino Proserpio, Baba Seve, è stato accompagnato al suo ultimo viaggio terreno presso la chiesa ed il cimitero cattolico di Popenguine, in Senegal. Il suo Senegal.

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Video/ Seve a Rebbio/ Per lui, per Laura per Tatou e per i loro sogni

Un messa a suffragio di Severino Proserpio nella sua parrocchia di Rebbio dove con le parole di don Giusto Della Valle che ha raccomandato a Dio non solo Seve ma anche i suoi sogni e il ricordo di tanti amici e compagni di strada si è parlato il 5 febbario sera del ruolo sociale e politico del fondatore dei Bambini di Ornella recentemente morto nel suo Senegal. Alla fine della messa i D’altrocanto hanno suonato per lui. Ai funerali celebrati oggi in Senegal nella Parrocchia di Popenguin il ricordo affettuoso di tutta la comunità per cui Severino ha vissuto e agito.

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Voleva un mondo più giusto e fraterno

A nemmeno un mese dalla morte della figlia Laura, Severino Proserpio ci ha lasciati. Entrambi vivevano a Kelle, un distretto a 70 chilometri da Dakar, in Senegal. Eravamo in otto tra i fondatori dell’Associazione “I Bambini di Ornella”, nel marzo del 2005, ma il motore, oltre che l’ideatore con la moglie scomparsa un anno prima, era lui, con un entusiasmo e una costanza che hanno permesso la costruzione del centro intitolato all’ex insegnante e sindacalista Giovanni Quadroni.

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