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Signor Presidente/ Restiamo umani

Dunque, vediamo un po’. Dopo il vergognoso discorso della Meloni, il Presidente della Repubblica rivolge un accorato appello agli equipaggi della Global Sumud Flotilla. Tutto molto bello.
Assomiglia tantissimo alle raccomandazioni che mi faceva mio nonno quando io, giovane scapestrato , mi avventuravo in imprese più o meno pericolose.

Ma Lei, Signor Presidente, non è il nonno dei e delle naviganti, Lei è il Capo di uno stato piuttosto importante, che potrebbe e dovrebbe pretendere il rispetto del diritto internazionale.
Il richiamo alla responsabilità non va fatto alla Flotilla, ma allo stato di Israele, che non si deve azzardare ad attaccarla in nessun modo.
Lei, Signor Presidente, dovrebbe spingere e pretendere, almeno dal nostro governo, azioni volte al rispetto del diritto internazionale, volte all’apertura dei canali umanitari.
Esprimere condanna senza se e senza ma, nei confronti dello stato genocida di Israele.
Non si può, Signor Presidente, addossare responsabilità alla Flotilla, colpevole solo, come anche Lei riconosce, di aver messo in mare il meglio di questo occidente egoista, servile e colluso.
Le parole di buon senso, Signor Presidente, sono sempre ben accette ma, al Suo accorato appello, manca un pezzo importante, quello che condanna a chiare parole chi sta commettendo l’orrenda strage di Gaza.

Io, gli equipaggi della Flotilla, le centinaia di migliaia di persone che scendono in piazza ogni giorno, non vogliono essere complici.
Vorremmo che anche Lei si schierasse al nostro fianco in maniera chiara ed inequivocabile.
Restiamo umani, Signor Presidente, se no cosa ci rimane? [Massimo Borri, ecoinformazioni]

Arci nazionale

Arci ringrazia il Presidente Mattarella per aver riconosciuto il valore umanitario e politico dell’azione della Flotilla e per aver denunciato le drammatiche condizioni in cui vive la popolazione palestinese di Gaza.

La priorità in questo momento deve essere quella di garantire sostegno e protezione ai civili palestinesi. Per questo l’Arci ha fiducia che le trattative in corso, che vedono il Patriarcato latino di Gerusalemme con Mons. Pizzaballa e il Cardinale Zuppi impegnati in prima persona, riescano trovare una soluzione non solo per la Flotilla, ma aprano finalmente alla possibilità di un canale umanitario permanente che permetta di fornire assistenza alle migliaia di persone sotto assedio a Gaza. Questo era lo scopo principale della Flotilla e questo rimane per noi l’obiettivo prioritario.

Il Governo italiano invece di richiamare alla responsabilità la Flotilla adempia al suo dovere di proteggere le imbarcazioni e lɜ cittadinɜ italianɜ a bordo da azioni di pirateria internazionale garantendo che il Governo israeliano non eserciti violenza contro imbarcazioni pacifiche, mettendo in pericolo la vita delle persone.

La nostra imbarcazione, la Karma, proseguirà nella navigazione a fianco della Flotilla rispettando tutte le norme del diritto internazionale marittimo e nell’assoluto rispetto dei principi di non violenza e azione pacifica.

In queste ore sono in corso i cambi di equipaggio e gli interventi tecnici resi necessari dagli attacchi con droni subiti la notte di martedì. Non appena le condizioni meteo lo consentiranno riprenderemo la navigazione verso Gaza. [Arci nazionale]

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