Questa è la storia di un paese della Brianza comasca, Inverigo, dove in un periodo in cui il mondo è affetto da guerre, e secondo prestigiose istituzioni internazionali anche da genocidi, in una scuola forse un po’ particolare o forse solo normale, le insegnanti e gli alunni espongono sulla recinzione della scuola primaria un messaggio semplice semplice, 4 lettere scritte in bianco su sfondo rosso, 2 consonanti e 2 vocali, Pi, A, Ci, E; PACE.
Forse era sbagliato il momento, forse era sbagliato il luogo, fatto sta che lo striscione viene fatto rimuovere in men che non si dica. Qualche genitore non si capacita del perché, in un mondo pieno di guerre, la parola PACE sia sbagliata, così chiede spiegazioni alle istituzioni. E la Amministrazione risponde che non c’è censura, gli studenti sono anzi incoraggiati ad esprimersi liberamente. Però…
Però le norme prevedono che le recinzioni sono recinzioni, per ragioni di sicurezza “tali esposizioni” non sono consentite. (Per ragioni di sicurezza). E poi…
E poi potrebbero costituire un pericoloso precedente, perché chiunque potrebbe sentirsi incoraggiato ad esporre qualunque tipo di messaggio, non condivisibile o non attinente all’attività didattica. (Difficile pensare che un lavoro fatto dagli alunni con le insegnanti non fosse attinente all’attività didattica, o che la parola “PACE” fosse non condivisibile, ma evidentemente a Inverigo tutto è possibile). E poi…
E poi, la scuola deve rimanere un ambiente neutrale, dedicato all’educazione e all’insegnamento, evitando inutili polemiche. (Per rimanere neutrale, forse si dovrebbe essere “bipartisan”: scrivere “GUERRA” a fianco di “PACE”; questo forse potrebbe essere neutrale e quindi apprezzabile. Quanto all’educazione e l’insegnamento, questi evidentemente non devono prendere in considerazione la PACE, parola che notoriamente è foriera di inutili polemiche).
L’aspetto positivo della grottesca faccenda, è che altri luoghi nelle immediate vicinanze sono amministrati diversamente; senza voler stilare classifiche, i sindaci di Figino e Cucciago per fare due esempi, nello stesso giorno parlavano di pace e nonviolenza dal palco del presidio canturino sul genocidio in Palestina. A Inverigo invece la parola PACE viene bandita.Allora forse ha ragione invece quel fantasioso genitore della Associazione Genitori, che immagina invece che siano i luoghi caratteristici di Inverigo, a reclamare a gran voce quella PACE censurata da chi amministra. [Federico Brugnani, ecoinformazioni]

