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Ti voglio bene, Capo

Ci mancherai, Compagno Tonino! “Hey, capo.” Così ero solito risponderti al telefono, ogni volta che mi chiamavi. Bastavano poche parole — “We, allora?” — e subito iniziavamo a raccontarci delle cose da fare, delle idee da costruire, delle iniziative da organizzare insieme.

Riflettendo oggi sul nostro percorso, non posso che riconoscere quanto tu sia stato un esempio per me. Da giovane meridionale arrivato a Como poco più che ventenne, ho visto in te una guida, un punto di riferimento. Anche tu avevi lasciato la tua amata Campania per cercare fortuna al Nord, e sei riuscito a superare ogni barriera culturale, conquistando il rispetto e l’affetto di tutti. Sei entrato, a pieno titolo, tra le figure più significative della sinistra (comunista e non) e dell’associazionismo comasco degli ultimi cinquant’anni.

Ricordo ancora le prime volte che ti ho incontrato: coincidevano con i miei primi passi da militante e attivista politico in terra comasca. Rimasi subito colpito dalla tua lucidità, dalla profondità delle tue analisi, ma soprattutto dalla tua umiltà. Non ti sei mai posto come colui che possiede la verità, e forse è proprio per questo che tutti ti ascoltavano con così grande rispetto.

Già ai tempi dell’università a Milano avevo sentito parlare di te: si diceva che il circolo di Como dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba fosse quello con più tesserati in Italia. Mi chiedevo come fosse possibile — proprio a Como! — finché non ti ho conosciuto. Allora ho capito: la tua passione, la tua costanza e la tua capacità di coinvolgere le persone erano la vera forza di quella realtà.

Una delle cose che più mi ha legato a te è stato lo spazio che hai sempre riservato ai giovani. “I miei giovani”, ci chiamavi affettuosamente, anche quando ormai giovani non lo eravamo più. Ci hai sempre ascoltati, incoraggiati, valorizzati. Hai saputo darci autonomia, senza mai lasciarci soli: ci guidavi con discrezione, con una presenza costante ma mai invadente.

Ho sempre ammirato — e un po’ ti ho invidiato — la tua straordinaria capacità di unire persone e idee molto diverse tra loro, mantenendo sempre te stesso, con autenticità e rispetto per tutti, senza distinzione di provenienza o di “lignaggio”.

Ti ringrazio, oggi e per sempre, per ciò che mi hai insegnato, per la fiducia che mi hai dato e per la vicinanza che non mi hai mai fatto mancare, nemmeno nei momenti più difficili della mia vita — anche quando la tua salute non ti consentiva di essere presente come avresti voluto.

Ti voglio bene, Capo.
E non ti dimenticherò mai.

[Andrea Cazzato, già Italia – Cuba e ora Associazione Lissi, per ecoinformazioni]

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