All’alba per seguire la morte dei ciliegi vittime designate dell’ostinazione dispotica di chi non sente ragioni. Ma il funerale si è trasformato in festa. La gioia di Sergio Gaddi, consigliere regionale di Forza Italia, che ha ricevuto la comunicazione della Sovrintendenza e delle persone accorse al presidio per salvare i ciliegi. Le foto di Massimo Borri, ecoinformazioni.
Giovedi 15 gennaio, ennesima puntata della vicenda legata al taglio dei ciliegi in via XX settembre a Como.
Alle 6 si raduna il presidio di fronte alla stazione Borghi del comitato e dei cittadini e cittadine contrari al taglio dei ciliegi, in attesa delle maestranze che si sarebbero dovute occupare materialmente dell’esecuzione dei lavori.
Passano le ore e nessuno si presenta. Oramai siamo arrivati ai saluti con appuntamento per domani mattina, quando arriva la notizia che la Sopraintendenza ha disposto una nuova sospensione dei lavori in attesa di una nuova relazione tecnica. Il Tar ha già in calendario per il 5 febbraio l’udienza in merito. Questa la cronaca stringata della mattinata.
Quello che stupisce è la pervicace ostinazione del sindaco di Como nel continuare a rapportarsi con la cittadinanza con metodi che portano inevitabilmente allo scontro. Quello che il sindaco sembra dimenticare è che è rappresentante di tutta la città, anche di quella parte che non l’ha votato e che il suo ruolo di amministratore non lo autorizza a comportarsi in maniera sgarbata e poco istituzionale nei confronti di chi, in maniera più o meno eclatante si oppone anche con proposte alternative, alle decisioni calate dall’alto di Palazzo Cernezzi.
La cronaca comasca degli ultimi mesi, parla di manifestazioni contro la riorganizzazione e le chiusure degli istituti scolastici, parla di proteste dei gestori di bar e ristoranti del centro a fronte del nuovo regolamento per gli arredi esterni e occupazione del suolo pubblico. Andando più indietro nel tempo, troviamo la vicenda del Luna park, oppure quella che ha visto alcune associazioni ricreative o culturali storiche, che si sono ritrovate sfrattate senza appello.
Sarebbe auspicabile aprire al confronto e parlare prima in maniera pacifica e costruttiva e non perdere tempo e denari, sempre pubblici, nei tribunali.
Putroppo è una speranza vana, anche vista la risposta in rete alla lettera aperta del 13 gennaio, nella quale 46 associazioni del territorio hano teso la mano all’amministrazione comunale.
Non sono certo io quello che può o che vuole insegnare al Sindaco come svolgere il suo compito. Porto, però, la mia esperienza personale. Se ogni volta che faccio qualcosa, ricevo contestazioni, so che sto sbagliando qualcosa, almeno nel comunicare con gli altri. [Massimo Borri, ecoinformazioni]

