La celebrazione ufficiale del 25 aprile amttina in piazza Cavour a Como ha raccolto circa 300 persone e non è stata la riproposizione rituale di discursi anodini e già sentiti. Se l’anno scorso il sindaco Alessandro Rapinese propose idee che a tanti smebravano in conrasto co il concreto operato del suo govreno ma furono comuqnue apprezzate e gradite dalla piaza, la Liberazione 2026 a Como ha offerto occasioni invece per il prmo cittadino di togliersi qualche sasolino dalle scarpe. Certo tutto è stato condito da enfasi costituzionale e patriottismo inevitabile ma le stoccate stoccate ai giornalisti che perseguirebbero proprie scelte contro l’amministrazione e ai genitori che si oppongono a essa hanno dato corpo a un intervento nettamente diviso, corrispondente all’operato del sindaco e della sua fedele giunta e maggioranza.
Gli altri due iterventi di Valerio Perroni (Provincia di Como) e di Gianstefano Buzzzi (Anpi) avuto un alto spessore politico. Buzzi ha saputo tessere in meno di 20 minuti un quadro essenziale del fascismo di allora e di quello attuale senza dimentcare di chiedere al sindaco se intende dare corpo a Como Messagera di Pace fino a citare la molteplicità della azioni per la memoria a Como e contestare con la giusta forza anche lessicale le guerre di Trump che distruggono i fondamenti della democrazia occidentale. Non è mancato neppue il riferimento all’Ottantesimo della Liberazione che ha visto a Como una fioritura di inizative per la memoria fertile del Monumento alla Resistenza europea. Dal palco il rappresentante dell’Anpi ha citato una parte delle organizzaioni che lo hanno reso possibile. Alla fine del suo intervento applauditissimo (dalla piazza e da molte della autorità, non da sindaco) a causa del caldo l’enegia prodigata per dare forza alle sue argomentazioni hanno messo i difficolà Buzzi che ha tuttavia deciso – acclamato dalla piazza – di continuare il so intervento fino a conlcuderlo. La richiesta dal’organizzaione di avere un medico che lo visitasse ha messo in luce che la manfestaztine non aveva il consueto presidio di sicurezza normalmente prescritto come misura di sicurezza essenziale. Il malore è poi passato e banda e piazza hanno intonato Bellla ciao. Presto on line le foto di Massimo Borri e Fabio Cani. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

