Roberto Giudici, vicepresidente dell’Anpi di Miano e dirigente Arci denuncia il ruolo dei media nel formare uan percezione della realtà distorta al punto che persino dal palco del’antifascismo a Dongo la narrazione della manifestazione di Milano ha avuto gravi distorsioni.
Ancora una volta i telegiornali della sera hanno dato notizie totalmente false della grandissima manifestazione di Milano con la solita notizia morbosa della contestazione “antisemita” nei confronti della Brigata Ebraica. La realtà testimonia che la narrazione è totalmente all’opposto.
Per prima cosa bisogna dire che la Brigata Ebraica oggi non era sola ma si è fatta capofila dei peggiori reazionari e guerrafondai portando con sé i vessilli di chi oggi è la causa delle tragedie in corso in Palestina, in Libano, in Siria, in Iran. Bandiere dello stato di Israele che nulla c’entrano con la liberazione del nostro paese ma che oggi rappresentano l’oppressione e il genocidio del popolo palestinese e l’aggressione a metà mondo arabo. C’era la bandiera degli Stati Uniti con annessa gigantografia di Trump simboli di guerra, di aggressione e di annullamento del Diritto Internazionale. Infine sventolavano i vessilli della dittatura dello scia di Reza Pahlavi la cui famigerata polizia segreta Savak fondata con l’aiuto della Cia e del Mossad ha massacrato negli anni settanta migliaia di democratici e cittadini. Di fronte a questa palese provocazione dato il difficilissimo contesto internazionale, la contestazione è stata del tutto spontanea fatta da centinaia di cittadini, non dei soliti centri sociali o dei cosiddetti “propal che stavano in fondo al corteo ma di gente normale, tanta gente, che non sopporta più la violenza, le bombe, le aggressioni nei confronti delle popolazioni inermi. Non un contatto fisico, non un lancio di alcunché ma solo l’esigenza di liberare il corteo da questa intollerabile presenza . Non ci sono state le famigerate frasi antisemite di cui parlano i media e chi assume la frase di uno stupido per nascondere la verità è un disonesto. Ciò che è successo il 25 Aprile e Milano non è stato né una questione organizzativa, né una questione di gestione della piazza. È stata la presa di coscienza come già dimostrato nell’autunno scorso in occasione Global Sumud Flottilla di migliaia di persone. L’uscita dal corteo chiesta da semplici partecipanti al corteo deve fare riflettere prima di tutto i responsabili di quell’associazione e gli sventolatori delle bandiere di Israele invece di nascondersi dietro l’uso vergognoso e strumentale ormai troppo scoperto dell’accusa di antisemitismo contro chiunque non tolleri piu le brutalità dello Stato di Israele, dal genocidio a Gaza fino alla richiesta della pena di morte per i palestinesi votata dal parlamento. Israele non può più pretendere di godere insieme dell’oppressione di un popolo e allo stesso tempo dell’, impunità garantita.. . Sempre più spesso in Europa e nel mondo si discute di sanzioni e ciò accade anche nel sentimento di tanti cittadini comuni, tutt’altro che antisemiti. [Roberto Giudici, vicepresidente Anpi, dirigente Arci]
[Foto di copertina da fb Arci Milano: La differenza tra chi il 25 aprile lo vive davvero e chi invece lo usa per provocare, portando cartelli pro-netanyahu, bandiere di uno stato genocidario, inneggiando a Trump. La strumentalizzazione della Brigata Ebraica usata come strumento di propaganda e provocazione da gruppi di fascisti sostenitori del governo di Israele è vergognosa quanto lo sono gli insulti e gli slogan antisemiti urlati da pochi altrettanto ignobili personaggi. Arci sa da che parte stare. Ora e sempre Resistenza].

