La stessa politica di tagli indiscriminati investe tutti i servizi pubblici di base: dalla sanità ai trasporti.
La logica è ormai quella di creare una società a doppia velocità in cui solo i ricchi potranno permettersi scuola, sanità e servizi di buon livello.
Così nel settore privato prevale l’arroganza del datore di lavoro. I dipendenti (lo insegna il modello Marchionne alla Fiat e il recente, vergognoso, contratto del commercio) vengono messi sotto ricatto e si pretende di “modernizzare” la fabbrica (cioè di regredire ad una situazione di sfruttamento ottocentesco).
L’azienda impone il proprio potere dispotico sulle vite dei lavoratori, sfrutta in modo intensivo la forza lavoro, considerata una merce da retribuire il meno possibile.
In questa società profondamente ingiusta che si va preparando l’ultimo posto è riservato ai lavoratori meno tutelati, gli immigrati. Così necessari all’economia ma ridotti dalla legge a una condizione di perenne irregolarità, continuamente ricattati rischiano di perdere in ogni momento il permesso di soggiorno (o di non ottenerlo affatto), di essere rinchiusi senza aver commesso alcun reato in un Centro di Identificazione ed Espulsione ed espulsi. Vergognoso è lo spettacolo offerto dalla politica italiana: prima fervidi sostenitori del sanguinario dittatore Gheddafi (che tratteneva gli immigrati nei suoi lager), ora partecipi ai «bombardamenti umanitari» per difendere la “democrazia” in Libia. Disposti ad «accogliere» i profughi ed alla ricerca del modo migliore per cacciarli elegantemente quando effettivamente si presentano alle nostre porte…
Una sola è la logica che porta alla distruzione dei servizi pubblici, allo svilimento della dignità di chi lavora, alla creazione di una società profondamente stratificata, alla “guerra umanitaria” al di fuori delle nostre frontiere. Una sola deve essere la risposta».
