«Quattro artisti di consolidata fama, molto apprezzati anche dalla critica: Luigi Russolo, Antonio Pedretti, Armando Fettolini e Ester Negretti – si legge nel comunicato stampa –. I primi due hanno ritratti i paesaggi dei laghi Maggiore e di Varese; Armando Fettolini e Ester Negretti, invece, hanno tratto ispirazione dal lago di Como».
«Il lago non è un semplice paesaggio. Il lago è uno stato d’animo. Un modus vivendi, un contesto sociale. Lo sa bene chi vi abita e chi del lago ha fatto elemento di riflessione. Lo sapeva bene Luigi Russolo, uno dei grandi padri del movimento futurista, il celebre inventore dell’Intonarumori, che da pittore dedica al lago e al suo territorio il periodo più felice della sua vita, il “Classico moderno”».
«Come Russolo, anche Antonio Pedretti elegge a propria musa il lago. Nato a Gavirate, in provincia di Varese, Pedretti è intimamente legato al paesaggio lacustre, che resterà una costante nel suo percorso. Di questa tradizione Pedretti sembra essere erede e al contempo figlio ribelle, che segue i padri, tentando di rivitalizzare e di riannodare i fili forse non totalmente recisi con certa tradizione, specialmente di impianto romantico e al contempo sfugge al giogo della maniera, proponendo una pittura di sensazioni visive, tessuta nei ricordi, nelle esperienze personali, nella memoria».
«E come le tele di Pedretti paiono rispondere a quelle di Russolo, così sembrano offrire un possibile controcanto all’opera di Fettolini, i lavori che Ester Negretti ha dedicato al lago di Como, il luogo dove lei è nata e dove vive. Costruiti di materia in materia, stratificati come ricordi, quasi visioni che si rendono tangibili, i paesaggi lacustri esprimono al meglio la personalità di questa giovane pittrice comasca. Ben risolti dal punto di vista cromatico, affascinanti e attraenti tanto per l’occhio quanto per il tatto, essi sono – per usare le parole dell’artista – “forme, colori e materiali” che dialogano “con la realtà circostante svelandone l’Essenza».
