Anche in provincia di Como la situazione è drammatica, ogni giorno si ha notizia di nuove chiusure e di nuove crisi aziendali; “si ha l’impressione che una parte delle imprese abbia deciso di tirare i remi in barca – continua Tarpini – anche al di là delle reali difficoltà della fase”. Quindi se non si modifica alla radice la filosofia della gestione della crisi, è il paese nel suo complesso che è a rischio. Senza dare ossigeno all’economia reale, sena una riduzione della tassazione sul lavoro (imprese e lavoro dipendente), senza un concreto “contributo” da parte dei grandi patrimoni, i problemi non possono essere risolti, anzi vanno incontro ad ulteriori aggravamenti.
“Ai nostri sportelli – racconta ancora Tarpini – si ha chiaro il quadro di una crescente disperazione: la gente è consapevole di quanto la situazione generale sia in rapido degrado. Persino Corrado Passera, comasco ministro allo Sviluppo Economico, ammette ormai che è a rischio la coesione sociale del paese”. Inoltre, la crisi radicale del sistema degli enti locali comporta il fatto gravissimo che oggi non ci siano più risorse nemmeno per far fronte alle situazioni più gravi. Infine, per la Cgil, anche la riforma del lavoro proposta dal governo Monti è basata su una filosofia sbagliata, cioè sulla convinzione per uscire dalla crisi si debbano ridurre i diritti di tutti.
Per tutte queste ragioni la Cgil chiama per lunedì 14 maggio tutti i settori alla mobilitazione: l’astensione dal lavoro sarà di 4 ore per l’industria (ma il settore grafico sciopererà per 8 ore e anche alcune aziende hanno, tramite le RSU, deciso l’astensione di 8 ore), di 4 ore per il trasporto locale (funicolare e bus), di 8 ore per poste, telecomunicazioni, scuola, banche, pubblico impiego, edilizia.
Sono organizzati presidi con gazebo dalle 8.30 alle 12.30 a Como (piazza Boldoni), Cantù (piazza XX settembre), Erba (corso XXV aprile), Lomazzo (piazza Mercato), Menaggio (piazza Garibaldi), Olgiate Comasco (via Milano).
Lo sciopero è proclamato dalla sola Cgil, anche se negli ultimi tempi si assiste a una progressiva ricomposizione dei rapporti unitari tra Cgil Cisl e Uil; infatti unitarie saranno le prossime iniziative di protesta: il 15 maggio si svolgerà a Roma un presidio delle fabbriche in crisi a cui parteciperà anche una folta rappresentanza da Como; e poi, il 2 giugno, la grande manifestazione in occasione della Festa della Repubblica per riaffermare la centralità dei temi del lavoro.
[Fabio Cani, ecoinformazioni]
