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Smilitarizzare il 2 giugno

Le Donne in nero di Como vogliono la smilitarizzazione del 2 giugno e partecipano a Memoria (R)esistente la manifestazione dell’Anpi il 2 giugno alle 14,30 a  Como, Lungolago Mafalda di Savoia. Anticipiamo il documento La Repubblica siamo noi. Riprendiamoci il 2 giugno che sarà distribuito durante la manifestazione.

«Tagliamo le spese militari. Smilitarizziamo le nostre vite. Smilitarizziamo il 2 giugno. Facciamo della festa della Repubblica una festa di pace e di democrazia.

La Repubblica siamo noi le donne e gli uomini che ogni giorno lottano per una politica di pace, per l’acqua, l’aria, la salvaguardia del territorio dalla cementificazione, dai tunnel e dai muri (costosi, arroganti, inutili), per i beni comuni (tutti quelli essenziali per la vita e l’identità collettiva) e per il diritto alla salute, alla casa, ai saperi, al welfare, a servizi pubblici di qualità, per la dignità del lavoro e la fine della precarietà.

Oggi è la nostra festa. La festa delle donne e degli uomini che si riconoscono nella Costituzione, che sancisce i diritti di tutte e di tutti e il ripudio della guerra.

L’Italia che vogliamo festeggiare è accogliente, fondata sul rispetto e il riconoscimento reciproco tra uomini e donne, tra nativi e migranti, dove le ragazze e i ragazzi possano avere un futuro, le persone con disabilità una vita dignitosa e indipendente, gli anziani serenità e sicurezza sociale.

L’Italia che vogliamo è un paese che sappia affrontare i conflitti, interni e internazionali, senza ricorrere all’uso della forza. Un paese che investa nella cultura, nella scuola, nella salute, nell’occupazione anziché in armi e guerre.

Noi Donne in nero, che abbiamo sempre rifiutato la logica della violenza e della guerra, sentiamo − ancor di più in questo momento di crisi del sistema capitalistico e di preoccupazione e dolore per le popolazioni colpite dal recente terremoto − di proporre a tutte le cittadine e i cittadini italiani di unirsi a noi e pretendere che l’Italia esca dalla logica di guerra e dal sistema militare, industriale e mediatico che le sostiene.

Le guerre devastano vite, ambiente, democrazia e diritti. Prima di tutto sono foriere di distruzione e di morte. E poi anche costose e inutil». [Donne in nero Como]

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