Già il 20 luglio le sigle sindacali avevano organizzato una giornata di protesta dopo che Asstra ed Anav (associazioni datoriali del trasporto pubblico locale) avevano interrotto la negoziazione e il 5 luglio addirittura disdettato il Protocollo ministeriale sul nuovo contratto della mobilità.
« La lunga pausa tra uno sciopero e l’altro – scrivono in una nota i sindacati – necessaria per valutare le novità intervenute tra fine luglio ed inizio agosto, sia in materia di riforma dei servizi pubblici che per quanto attiene ai finanziamenti del settore a seguito della revisione della spesa pubblica (spendineg review), avrebbe consentito alle associazioni datoriali di valutare le conseguenze negative del blocco del contratto di lavoro e al Governo di porre in essere azioni idonee alla ripresa e alla definitiva chiusura del negoziato. Così non è stato per questo abbiamo scelto la strada della mobilitazione» .
« Senza il trasporto locale non vi è la ripresa delle attività economiche – commenta Marco Fontana, Filt Cgil – e non si esce dalla crisi. Senza il rinnovo del contratto non vi sono le condizioni necessarie a garantire la difesa della quantità e della qualità del servizio offerto e quindi anche dell’occupazione. Lo sciopero del 2 ottobre – continua Fontana – deve registrare una piena riuscita e dopo, se ancora nessuno si muoverà, intensificheremo la lotta fino a quando non sarà raggiunto il nostro obiettivo programmando una grande manifestazione nazionale con il blocco totale di tutti servizi senza fasce orarie di garanzia, per consentire a tutte le lavoratrici e i lavoratori del trasporto pubblico locale di partecipare. Un giusto contratto – conclude il segretario Filt – costituisce la base per la difesa dei nostri diritti ma anche di quelli degli utenti: abbiamo tutti l’interesse comune di avere aziende efficienti e servizi efficaci»
