Si tratta di un’intesa che coinvolge circa 5000 lavoratori (su 7000 del settore) impegnati nella cooperazione internazionale, di cui almeno 4000 svolgono la loro attività all’estero.
«L’intesa tra le parti ha permesso di rendere trasparenti ed omogenee le regole del settore e di segnare un significativo progresso nelle condizioni di lavoro, stabilendo che le collaborazioni non più compatibili con la nuova legge verranno stabilizzate entro 180 giorni» commenta Ivan Talloru, Nidil Cgil. Tra i punti più rilevanti si evidenzia la disciplina dei compensi che farà riferimento ai primi quattro livelli del contratto collettivo applicato dalla singola Ong, maggiorato di un 1,5% per ogni anno, e alla puntualità dei pagamenti che oggi è sempre condizionata dall’arrivo dei fondi da parte dei finanziatori. Di rilievo nell’accordo è la disciplina dei riposi che diventano esigibili per missioni superiori a sei mesi.
«Si introduce la possibilità per il lavoratore di attivare una previdenza complementare con un contributo a carico delle Ong di 200 euro e per la prima volta si affronta il tema della figura professionale del fundraiser e del social media marketing, che svolge il suo lavoro con società esterne in appalto – conclude Talloru – in tale situazione le tipologie contrattuali utilizzabili dovranno essere di natura dipendente o di somministrazione di lavoro. Nuova, infine, anche la figura del delegato sindacale che non coinciderà più con il singolo committente, ma avrà un ruolo per tutto il settore»
