«Si può – qui a Cantù noi facciamo così. Una nuova regione per le tre province di Como, Lecco e Sondrio – approvata la proposta in consiglio comunale.
“Si può”: così inizia l’articolo 132 della nostra Costituzione.
“Si può”, non “si deve”.
Si può disporre la creazione di nuove regioni e il primo passo, precisa la Costituzione, spetta ai Consigli Comunali. Non al Presidente della Repubblica o al Presidente del Consiglio o al Presidente della Regione: ai Consigli Comunali, ossia agli organi istituzionali rappresentativi delle comunità locali.
La Costituzione richiede dunque che il primo passo lo facciano i Comuni, ossia le comunità locali. Quale miglior esempio di democrazia dal basso? Quanto in anticipo sui tempi sono stati i nostri costituenti!
Noi qui a Cantù questo primo passo l’abbiamo fatto ieri pomeriggio (sabato 8 novembre 2014) col voto favorevole di tutti i nostri consiglieri più quello del presidente Marcantonio e del consigliere Masocco Giorgio; contrario il PD, ma c’era da aspettarselo (il PD è un partito centralista nel DNA); astenuta la Lega e anche questo potevamo aspettarcelo (la Lega è un partito fatto di gente che vuol far la rivoluzione ma poi, quando la rivoluzione può cominciare davvero, resta alla finestra e non scende in strada perchè non sa che cravatta mettersi).
Abbiamo fatto la nostra parte, con tanta passione e credendoci fino in fondo (e mi consentirete di dire anche: orgogliosamente!).
Adesso serve che altri facciano a loro volta la loro parte: il secondo passo e poi il terzo e poi gli altri che saranno necessari, ai sensi di Costituzione, per proseguire il cammino fino alla meta.
Sono certo che non mancheranno altri colleghi Sindaci pronti a farlo.
Un’iniziativa che parte dal basso e dalla periferia (senza imposizioni di segreterie di partito o input da centri di poteri sovraordinati), ma che sogna di arrivare in alto.
Lunedì mattina invierò la nostra delibera a tutti i colleghi sindaci che mi hanno già manifestato il loro interesse ed a tutti gli altri che potranno valutare se unirsi al gruppo oppure no. E così proseguiremo l’opera di costruzione di una rete di Comuni che vogliono davvero sbloccare una situazione che governo e regione (leggi: PD e Lega) hanno tutto l’interesse a tenere bloccata, perchè sbloccarla significherebbe per loro perdere quel potere centralistico (regionale o nazionale che sia, la sostanza non cambia: sempre centralistico resta) a cui tanto tengono perchè di quel potere vivono ed ingrassano (alle spalle di aziende, Comuni, famiglie e persone oneste ridotte ormai alla fame).
“Si può”, dice la Costituzione. “Facciamolo”, diciamo noi qui a Cantù.
Chi vuole unirsi?» [Claudio Bizzozero da Fb]
