
Ma un treno, soprattutto se di pendolari, non può non fermarsi in periferia: secondo Paco-Sel, quella di Como non è considerata una priorità dall’Amministrazione cittadina. Da qui un richiamo al sindaco Mario Lucini per cambiare passo e fare scelte coraggiose.
Volete saltare giù dal treno e prendere una bicicletta? Certo, bellissima idea primaverile, che mette d’accordo tutti: associazioni, cittadini e Comune di Como. Avete fatto però male i conti: il percorso che unisce Villa Olmo al parco Negretti – inserito pure nel tracciato europeo che da Londra
porta a Brindisi – trova i cancelli chiusi dell’area ex Sant’Anna. Insomma, anche per le biciclette, toccherà ancora passare sulla trafficatissima via Napoleona. E se decidete di scendere da Camerlata al centro città, tirate i freni, per non finire sotto l’occhio vigile del tele-laser o per non sbattere contro qualcosa di ritto e immobile: un semaforo? No, è una “sentinella in piedi”, che silenziosamente ci ricorda come il nostro paese, superato anche dall’Irlanda, sia ancora retrogrado sul tema dei diritti civili.
C’è però una notizia di consolazione: dall’8 giugno entrerà in vigore l’orario estivo dei bus dell’Asf: finalmente ci sarà maggiore attenzione ai disabili, con pedane montate sui mezzi.
Siete stanchi di girovagare per città, rive lacustri e strade trafficate? Fermatevi a Erba per conoscere la biodiversità di semi e piante alla tredicesima giornata della Civiltà contadina. Tutti sappiamo che i vegetali non sono uguali, basta guardali oppure mangiarli. È il caso però di porre attenzione alla loro composizione – soprattutto se modificata dall’uomo –, che incide sulla nostra salute e sull’ambiente che ci circonda: guardate quindi il dibattito sugli Organismi geneticamente modificati.
Facciamo ora una fermata alla Lariopolda 2.0. Cos’è? Vi offriamo un’esplorazione ai limiti dell’impossibile, un viaggio nel viaggio, non psichedelico: è tutto vero!
Guardando fuori dal finestrino, ci stupiremo nel vedere gli effeti speciali del sito di Expo. Forse però ci stupiremo ancor di più ascoltando Gianni Barbacetto e Marco Maroni, che ci spiegheranno tutti i retroscena del “gran ballo dell’Expo”. [Jlenia Luraschi e Nicola Tirapelle, ecoinformazioni]
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