«Lorenza Boisi, Tamara Ferioli, Robert Gschwantner, Francesca Ferreri, Eva Hide, Dacia Manto, Massimiliano Pelletti, Eva Reguzzoni, Andrea Salvatori, TTOZOI, Devis Venturelli esplorano il senso della scoperta presentando gli esiti di differenti ricognizioni contemporanee – spiega la presentazione –. Lo scavo archeologico restituito a una fruizione collettiva offre lo spunto per raccontare il momento della scoperta nella sua fase primigenia, nell’istante del rinvenimento. Lo svelamento è l’atto primario che rappresenta una sospensione del tempo tra la storia e il futuro».
«Il tesoro è affidato alla terra, ne diventa parte, ne è custodito fortuitamente come un seme o deliberatamente collocato per essere ritrovato quando forse verrà il tempo – prosegue lo scritto –. La mostra documenta la sospensione nello stato del rinvenimento quando il reperto non fa più strato con la terra ma non ha ancora cominciato la sua seconda vita, lontano dalle teorizzazioni didascaliche. La spazialità dell’area suggerisce un viaggio immersivo, quasi viscerale nell’osservare in una suggestiva passeggiata archeologica le risposte di undici artisti a questo tema. Dalle riflessioni sull’interiorità della scoperta insite nell’atto dello scavo alle risultanze di una cultura materiale contemporanea, la mostra coglie il valore della restituzione di un luogo, ripensando all’emozione effimera della scoperta, che finisce nell’attimo in cui l’oggetto trovato viene appena sfiorato, atto che sancisce l’inizio della sua nuova vita».
Per informazioni Internet www.arkmilano.com. [md, ecoinformazioni]
