
Questa indolenza, un po’ masochista e un po’ sciatta, è il terreno di coltura del consenso montante alle politiche delle destre contro il lavoro, contro i diritti contro la percezione stessa della realtà artefatta dalla concorde azione dei media liberisti, contro ciascuno di noi. Per questo non rispondere all’appello di Radio popolare, meravigliosa esperienza giornalistica e non solo, è particolarmente insensato e lo sarebbe anche se non ci piacessero i conduttori, le conduttrici, i/ le giornalisti/ e e tutti/ e coloro che la radio la fanno. Ecoinformazioni da sempre è impegnata (nel suo piccolissimo) nel dare una mano alla storica emittente della sinistra italiana e ancora una volta lo ripete con convinzione: abbonatevi. Prima che sia troppo tardi.
Tutte le informazioni su come sottoscrivere poco o tanto (meglio tanto) si trovano sul nuovo fantastico sito della Radio.
