Dopo il blitz della Finanza e gli avvisi di garanzia la giunta comunale convocata oggi dovrà avviare un percorso difficilissimo, la cui direzione sembra ancora indefinita.
Lucini ammette che dato il terremoto che si è abbattuto sull’affare paratie non è affatto detto che si possa trovare una soluzione che permetta di riprender la costruzione dell’opera in tempi ragionevoli. La sua coalizione gli esprime unanimemente fiducia e solidarietà, ma si fa strada la convinzione che si sarebbe fatto assai meglio a non limitarsi come nello slogan di Lucini a “cambiare passo”, ma sarebbe stato giusto cambiare sulle paratie del tutto direzione bloccando il progetto del centrodestra chiedendo l’intervento della magistratura.
Fausto Tagliabue, già segretario provinciale della Cisl, ed esponente autorevole del Pd, esprime vicinanza e gratitudine per Lucini, ma attacca da Comozero la segreteria del partito e dichiara che «il Pd comasco mostra i limiti di una deriva tecnicista e amministrativa, senza alternative reali e politiche da proporre per incidere sulle situazioni». Tagliabue propone «un commisariamento dell’opera e un un coinvolgimento maggiore dei cittadini, perché comunque è evidente che giunta e Pd ormai non bastano più a dire come se ne può venire fuori» e ipotizza un referendum per ascoltare cosa vogliono i cittadini per il lungolario che non vedono da 6 anni. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni Como]

