
Infatti si è diffusa la voce, riferita da chi era presente all’incontro della Rete dei servizi per la grave marginalità di stasera al Cardinal Ferrari di Como, che ipotizza la presenza di un punto di assistenza sanitaria e di tutti gli interventi necessari per assicurare condizioni umane ai migranti che hanno trovato rifugio nella stazione di Como. Intanto stanotte i volontari e le volontarie di Como senza frontiere hanno distribuito un grande quantitativo di generi alimentari, di prodotti per l’igiene personale e di vestiti senza però riuscire a soddisfare tutte le richieste di coloro che da tempo sono “accolti” nella stazione e dei tanti eritrei giunti da poco. I migranti, a causa dei respingimenti svizzeri, sono infatti nettamente aumentati rispetto alla notte tra il 13 e il 14 luglio. Inoltre tra loro c’è un bimbo di meno di due anni e diversi minori anche non accompagnati. Una situazione drammatica che andrebbe affrontata con mezzi e professionalità che il volontariato, pur prezioso, non può garantire. Se però la speranza di stanotte, cioè l’impegno a allestire un punto di controllo sanitario, uno sportello informativo sui diritti e assicurare condizioni igieniche e alimentari umane sarò realizzato davvero, Como cambierà passo.

