Antirazzismo

Oltre i limiti dell’indecenza

Salvini dichiara che il 24 dicembre porterà latte e coperte alle persone in stato di marginalità: chieda scusa al paese per l’arroganza con la quale si prende gioco dell’intelligenza delle persone. Fabrizio Baggi, alla notizia dell’ultima bravata annunciata dal capitano della Lega, indignato ha scritto per il Prc una presa di posizione articolata per censurare l’esponente dell’estrema destra e anche i suoi sodali comaschi.

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Processo Veneto Fronte Skinheads/ Falsa partenza

Quando, il 28 novembre 2017, i fascisti di Veneto Fronte Skinheads si chiusero alle spalle la porta del Chiostrino Artificio, abbandonando il campo dopo aver interrotto una riunione di Como senza frontiere, fu chiaro a tutti noi che non si trattava di una “ragazzata” e, forse, nemmeno di una provocazione, ma di un atto politico di enorme gravità.

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ecoinformazioni on air/ Scancellata

Il servizio di Gianpaolo Rosso nell’edizione delle 19,45 di Metroregione di Radio popolare del 13 ottobre. Non si farà la cancellata per impedire ai senza dimora di  dormire nel portico dell’ex chiesa di San Francesco a Como. Al Consiglio comunale non è passata la mozione della Lega che ha raccolto solo l’adesione della lista Rapinese, una formazione di destra spesso in accordo con le trovate xenofobe del carroccio. Ma la maggioranza non si spacca del tutto: la lista di Landriscina e il sindaco stesso si astengono, combattuti tra l’impopolarità della proposta, soprattutto dopo la morte di don Roberto Malgesini, e la necessità di non scontentare il partito che è egemone nelle scelte della Giunta.

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Willy è morto e noi abbiamo più paura che mai… 

Nella notte tra sabato e domenica scorso a Colleferro un giovane ragazzo Willy Monteiro Daurte, italiano di origine Costa Ivoriana, è stato ucciso da un branco di quattro giovani di Colleferro già noti dalle forze dell’ordine per i loro atti illegali tra cui bullismo (in questo caso discriminatorio), arroganza e menefreghismo del rispetto delle regole basilari per una convivenza civile- un modello di vita che ormai rispecchia la realtà della nostra società.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Palinsesto 28 agosto/ I have a dream

Il 28 agosto 1963 si teneva a Washington la Marcia per il lavoro e per la libertà, occasione dello storico discorso di Martin Luther King, I have a dream. In questa ricorrenza a Varese è stata indetta nel 2020 una manifestazione regionale antirazzista e antifascista, a cui – con numerose altre realtà – ha aderito anche Como senza frontiere. Purtroppo la manifestazione non si è potuta svolgere per le pessime condizioni metereologiche. Vogliamo affermare il valore e l’attualità dello storico incontro del 1963 dedicando alla Marcia l’edizione di oggi della nostra web tv.

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Anche Milano alza il pugno per Black lives matter

Dopo la manifestazione di Como, domenica 7 giugno è stata Milano a mobilitarsi contro il razzismo, la violenza poliziesca e il fascismo.
Più di diecimila persone sono scese in piazzale duca d’Aosta e hanno sfidato il maltempo per commemorare George Floyd e tutte le vittime dell’odio razziale.

Come nelle altre città italiane, anche nel capoluogo lombardo sono stati osservati 8 minuti di silenzio, e anche davanti a Stazione centrale i manifestanti si sono inginocchiati alzando in alto il pugno. Anche sotto il piovoso cielo milanese è stato gridato che “black lives matter!” e “no justice, no peace!”.

In quella che è stata una delle dimostrazioni con età media più bassa che la città abbia visto negli ultimi anni, è spiccata anche la presenza di molti ragazzi e molte ragazze di seconda e terza generazione, cosa che ha dato agli interventi del presidio una connotazione antirazzista particolarmente sentita.
Proprio la composizione della manifestazione è stata probabilmente la causa della trasformazione del presidio in corteo.
Sotto un vero e proprio diluvio (che non ne ha affatto ridotto il numero e, anzi, ha fatto alzare il volume dei cori), i partecipanti si sono mossi verso via Zuretti. Qui, nel 2008, è stato commesso l’assassinio di Abdul William Guibre, colpevole di non essere bianco e vittima dell’odio di due “cittadini qualunque”.
L’inginocchiarsi, alzare il braccio col pugno chiuso e tributargli un silenzio lungo quanto l’applauso scrosciante dimostra che l’adesione al movimento Blm è ben più che una moda.

Milano ha dato domenica una grossa prova di forza. Da un lato si è confermata come unica vera metropoli italiana e, di conseguenza, luogo che più di ogni altro si candida a crogiolo socio-politico nazionale.
Soprattutto, però, la corposa partecipazione di giovani e di ragazzi di seconda e terza generazione fa pensare a una nuova stagione di lotta e resistenza. Scostandosi dai canali e dalla retorica classica dei movimenti antifascisti e antirazzisti, questo nuovo movimento sociale prospetta, forse per la prima volta da anni, un orizzonte di resistenza e antagonismo che si faticava a ricordare e che promette di rendere durissima la vita a tutti i profeti dell’odio e della disumanità. 

Alcune foto dal pomeriggio milanese:

[Pietro Caresana, ecoinformazioni]

Black lives matter a Como/ Studenti uniti in memoria di George Floyd

Più di 200 persone si sono radunate sabato 6 giugno pomeriggio in piazza Verdi, a Como, per ricordare che “No justice, no peace” e onorare la memoria di George Floyd.
L’assassinio del quarantaseienne afroamericano da parte della polizia statunitense ha fatto esplodere in tutto il mondo proteste legate al movimento Black lives matter. Como, grazie a Unione degli studenti e Como senza frontiere, non è mancata all’appello.

Il presidio si è aperto con i manifestanti inginocchiati col pugno alzato, nella posa simbolo del movimento antirazzista e antisovranista americano, per 8 minuti. È infatti durata 8 minuti e 46 secondi la strenua resistenza opposta da Floyd alla morte, prima di arrendersi e spirare sotto il ginocchio del suo aguzzino.

Dopo questo lunghissimo silenzio commemorativo, conclusosi con un applauso liberatorio, si è aperta una lunga carrellata di interventi.

Ludovico, uno dei ragazzi di Uds, ha sottolineato l’importanza di ricordare che Black lives matter non deve essere un’istanza solo negli Usa: anche l’Italia e tutto il resto del mondo devono opporsi al razzismo e alla violenza della polizia, rifiutando qualunque discriminazione e forma di sovranismo.
Fabio Cani, portavoce di Csf, è intervenuto per secondo ringraziando le ragazze e i ragazzi che hanno portato in piazza la protesta declinandola non solo in termini antirazzisti, ma anche antifascisti e democratici. Questi tre elementi non devono infatti essere visti come unità separate, ma devono necessariamente coesistere, non potendo prescindere l’una dall’altra.

Sono state veramente tante le persone che hanno preso parola, chi inneggiando a un mondo migliore, chi ribadendo i valori fondanti della lotta contro le disuguaglianze, chi esortando le nuove generazioni a farsi portatrici del cambiamento verso una società meno violenta e più giusta.
Numerosi sono stati anche gli interventi di persone immigrate o figlie e figli di genitori stranieri. 
Tra questi va ricordato quello di Mel. studente di origini turche, la ragazza ha letteralmente sbattuto in faccia ai presenti la disumanità del pregiudizio razzista. Sui mezzi pubblici, per strada, nei locali, l’odio razziale insegue Mel quotidianamente, senza che lei abbia alcuna colpa se non quella di essere “diversa”. Paradossalmente, lei può ritenersi fortunata, perché in un mondo razzista come il nostro il pregiudizio arriva anche a uccidere; George Floyd, ha sottolineato la ragazza, è solo l’ultimo di una lunga lista di persone uccise per la loro diversità, vittime dell’ignoranza altrui e di società che non hanno ancora sconfitto (e anzi spesso tollerano) l’odio contro l’alterità.

Proteste come quelle che hanno luogo in questi giorni in Italia, però, dimostrano che c’è chi vuole cambiare questo status quo: sabato anche in altre città italiane, tra cui Milano, sono andate in scena altre proteste studentesche antirazziste, e domenica ci sarà un’altra manifestazione del Blm nel capoluogo lombardo.
Nel frattempo, in America la tensione sociale è altissima, e continuano le proteste contro i suprematisti e per i diritti di tutte le persone oppresse e discriminate.

[Pietro Caresana, foto di Pietro Caresana e Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alcuni momenti della manifestazione:

Anpi Como/ In comune senza odio/ Noi non siamo complici

«Lunedì scorso al Consiglio Comunale di Como è stata portata, per l’approvazione, una delibera di indirizzo contro razzismo e xenofobia, primo firmatario il consigliere Magatti, e sorpresa nella sorpresa la delibera non è stata approvata da parte della maggioranza, ma anche dalla lista Rapinese. Già è grave dover ricordare agli amministratori comaschi che vige in Italia una Costituzione antifascista che è contro l’odio razziale ancora più grave è prendere atto che a Como per gli amministratori il razzismo e la xenofobia siano un problema marginale». Queste le parole di Antonio Proietto, presidente dell’Anpi provinciale comasca, nel descrivere gli eventi che hanno portato alla redazione del documento sotto riportato Noi non siamo complici, che chiede rispetto e attuazione della Costituzione Repubblicana alle istituzioni.

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30 aprile/ Arciwebtv/ Insieme per i diritti di tutti

Dalle 17/ 25 aprile tutto l’anno: dagli archivi ecoinformazioni riproponiamo l’incontro Insieme per i diritti di tutti del 30 settembre 2018. Come a Milano il 30 settembre per Intolleranza zero, anche a Como la grande forza culturale, sociale e politica delle organizzazioni sindacali e dell’attivismo sociale trova piena unità d’azione per la Pace, i diritti di tutte e di tutti attaccati dalla regressione civile animata dal governo con provvedimenti razzisti, dettati dall’estremismo nero, contro i poveri. Leggi l’articolo su ecoinformazioni.

Gli altri programmi del 30 aprile.

La programmazione completa di Arci Como WebTV.

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