
Persino parte della “Bella Como”, che indulge troppo spesso all’autoincensamento, sembra talora credere davvero che il Campo governativo abbia evitato la vergogna di persone costrette a dormire in strada sotto l’acqua e al freddo. Mattia e Giorgia infaticabili volontari delle “ronde solidali” che si occupano di trovare e accudire (per quanto possibile e quasi sempre facendo capo alla struttura di accoglienza emergenziale di don Giusto) hanno raccontato episodi raccapriccianti di vergognosa inefficienza e inumanità dell’accoglienza lariana giustamente definita dal titolo dell’incontro “fredda” e che ben presto diventerà gelata. Ma ancora più incisivi sono i dati che dimostrano come ogni giorno sono decine le persone (uomini, donne, minori) costrette a dormire in strada dall’immoralità delle norme che frappongono ostacoli burocratici o semplicemente oppressivi al diritto di ciascuno ad avere un dignitoso riparo per riposare. I volontari non possono reggere per sempre. Quella di don Giusto non può essere per sempre l’unica struttura di accoglienza senza se e senza ma. Le persone lasciate dalle istituzioni senza un riparo e censite dal 5 ottobre al 4 dicembre dai volontari sono 767, tra loro 53 donne e 79 minori. Serve una svolta politica nazionale e Europea che Celeste Grossi, consigliera comunale di Paco-Sel, ha invocato con forza ribadendo anche la necessità, richiesta dall’intero Consiglio comunale comasco, che nel Campo governativo siano assicurati, diritti umani, legalità e trasparenza.
