
All’oltraggio ai diritti umani dei migranti del 21 febbraio a Como si aggiunge il danno erariale costituito dal reiterato spreco di ingenti quantità di denaro pubblico regalato a ditte di trasporto compiacenti che si occupano di portare a Taranto quanti sono stati fermati a Como, colpevoli solo di non avere avuto dalle autorità i documenti necessari a realizzare il proprio progetto di vita.
Ogni viaggio costa almeno 5000 euro di soldi distratti per far compiere ai malcapitati un insensato e oltraggioso gioco dell’oca verso il sud a cui segue a loro spese l’inevitabile ritorno nelle zone di confine visto che vogliono andare via dall’italia non rimanerci.
Così sono già almeno 5 i deportati con l’operazione di polizia del 21 febbraio che sono già tornati a Como: 4 nella parrocchia di Rebbio uno nella struttura di Sant’Eusebio. Una situazione paradossale e vergognosa che ha addirittura coinvolto un ospite del campo governativo comasco che pur avendo un regolare permesso per rimanerci è stato ugualmente costretto al viaggio verso Taranto e potrebbe perdere il posto nel campo gestito dalla Cri se non tornerà in tempo. Contro tale barbarie si sono riuniti ieri, su invito di Como senza frontiere, praticamente tutti i soggetti attivi per i diritti dei migranti per organizzare la protesta civile della Como solidale. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]
